Viabilità, sicurezza e illuminazione: la nuova rotatoria di San Vito diventa un landmark della Romagna
La nuova rotatoria tra via Tosi e via Emilia Vecchia migliora la sicurezza stradale e fluidifica i collegamenti tra Rimini e Santarcangelo. Un progetto integrato che unisce viabilità, paesaggio, arte urbana e illuminazione scenografica a LED, valorizzando l’opera simbolica del gallo romagnolo.
Nuova rotatoria tra Via Tolemaide e Via Tosi
Sicurezza, viabilità e identità per San Vito
Nel 2024, la viabilità tra Santarcangelo di Romagna e Rimini ha visto un importante intervento con la realizzazione della nuova rotatoria tra Via Pasquale Tosi, Via Vecchia Emilia e la Strada Provinciale 136 "Santarcangelo Mare".

Il progetto ha trasformato un incrocio semaforizzato, spesso congestionato, in una soluzione più fluida e sicura, migliorando la viabilità su un asse strategico per il traffico locale e regionale.

Un'infrastruttura per una mobilità più efficiente
L’intervento è stato pensato per migliorare i collegamenti tra:
- SS16 Adriatica, A14 Rimini Nord, SS9 Emilia e Strada di Gronda per la Val Marecchia
- Punti strategici come Ikea, il Centro Agroalimentare di Rimini, Marr e Amazon
- Aree residenziali e produttive di San Vito e Santa Giustina
La rotatoria, dal diametro di 50 metri, ha sostituito il semaforo esistente, eliminando i tempi di attesa e riducendo i rischi di incidenti.

Tra le principali opere realizzate:
- Adeguamento delle infrastrutture viarie, con nuovi raccordi stradali per un flusso più fluido
- Attraversamento ciclabile a doppio senso, per garantire maggiore sicurezza alla mobilità lenta sulla via Emilia Vecchia
- Nuove aiuole spartitraffico, per organizzare meglio gli accessi e migliorare l’estetica
- Segnaletica stradale ottimizzata, con elementi orizzontali e verticali di ultima generazione
- Revisione dei sottoservizi, con interventi su acquedotto, gas, elettricità e smaltimento acque

L’inserimento urbanistico e il rispetto del territorio
L’area di intervento si trova al confine tra i comuni di Rimini e Santarcangelo di Romagna, in una zona a prevalente matrice agricola. Per garantire un’integrazione armoniosa con il contesto, il progetto ha rispettato le prescrizioni urbanistiche e ambientali, tra cui:
- Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che disciplina gli interventi viari
- Piano Operativo Comunale dei comuni di Rimini e Santarcangelo di Romagna, che disciplinano gli interventi viari.
Inoltre, l’intervento ha incluso un’accurata progettazione della sicurezza idraulica, per evitare ristagni d’acqua e migliorare il deflusso delle acque meteoriche.

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Un'illuminazione studiata per sicurezza ed estetica
Un aspetto fondamentale della riqualificazione riguarda l’illuminazione pubblica, progettata per garantire massima visibilità, efficienza energetica e valorizzazione degli elementi architettonici e artistici della rotatoria.

L’impianto illuminotecnico è stato curato dall’Ing. Alberto Frisoni di Polistudio AES e dalla lighting designer Chiara Tabellini, e si caratterizza per:
- Tecnologia LED ad alta efficienza, con corpi illuminanti da 9000 lm per i punti luce principali e 2500 lm per quelli secondari
- Dimmerazione automatica con "mezzanotte virtuale", per ottimizzare i consumi energetici
- Temperatura di colore di 3000K, per una luce calda e confortevole
- Materiali resistenti e certificati IP66, per protezione dagli agenti atmosferici

La luce è stata studiata non solo per migliorare la sicurezza stradale, ma anche per esaltare la presenza scenica della scultura del gallo, rendendola visibile e suggestiva anche nelle ore notturne.
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Il simbolo della Romagna al centro della rotatoria
A rendere ancora più iconico questo intervento viario è la presenza, al centro della rotatoria, di un’imponente scultura di un gallo romagnolo, alto circa 4 metri e con una caveja tra le zampe.
L’opera, offerta come miglioria in sede di gara dall’impresa appaltatrice, è stata ideata e realizzata da Nikki “Rifiutile” Rodgerson della Mutoid Waste Company, celebre per il riutilizzo artistico di materiali di recupero.
Realizzato con metalli provenienti da vecchi macchinari agricoli, il gallo rappresenta il forte legame tra la Romagna e le sue tradizioni contadine, con un messaggio di sostenibilità e riuso creativo.
Il simbolo della caveja, storicamente legato alla Romagna, rafforza l’identità del territorio, mentre l’uso di materiali di recupero richiama il valore della sostenibilità e dell’innovazione artistica.
CREDITI PROGETTO
Progettista: Ing. Andrea Amaducci, Polistudio AES
Progettisti Pubblica Illuminazione: Ing. Alberto Frisoni, Polistudio – Chiara Tabellini lighting designer per Polistudio
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