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Tetti e coperture: procedure e tecnologie per la corretta gestione delle lavorazioni a caldo

La sicurezza nelle lavorazioni a caldo in copertura richiede pianificazione, misure di prevenzione e controlli rigorosi. L’articolo analizza fonti di rischio, normative e procedure operative, evidenziando il ruolo di C.S.P. e C.S.E., la formazione degli addetti e l’importanza di un piano di emergenza efficace.

Sicurezza nelle lavorazioni a caldo in copertura: rischi, normativa, pianificazione e controllo

La sicurezza durante le lavorazioni a caldo è un aspetto importante che richiede attenzione e responsabilità.

In linea generale, le fonti di rischio incendio presenti in cantiere sono molteplici in quanto è sempre presente una notevole quantità di materiali infiammabili, i quali spesso vengono stoccati lì in attesa della posa in opera. Di conseguenza i possibili inneschi sono numerosi e spesso gli stessi materiali possono contribuire alla propagazione dell’incendio.

Il processo di utilizzazione di fiamme libere, identificati in linea di massima come, “lavori a caldo”, costituiscono naturalmente una fonte di rischio aumentata dalla situazione di temporaneità che caratterizza questa tipologia di lavori.

 

Normativa di riferimento

Facendo riferimento alle normative in vigore sì può tenere in considerazione l’art. 46 del D.Lgs. 81/08 “Prevenzione incendi”, oltre al D.M. 03/09/2021 “Gestione della Sicurezza Antincendio” ove si stabilisce che per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 si applicano le prescrizioni relative alla Designazione degli addetti al servizio antincendio, oltre alla formazione ed aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza (art 4-5).

Si può far riferimento anche al Codice di Prevenzione Incendi D.M. 03/08/2015 e s.m.i., che insieme al precedente stabiliscono i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro ed indicano in dettaglio le relative misure di prevenzione e protezione antincendio da adottare.

 

Procedura per ridurre al minimo il rischio di incidenti nelle lavorazioni a caldo

La sicurezza nelle lavorazioni a caldo in cantiere è fondamentale per prevenire incidenti e garantire la salute dei lavoratori.

Il C.S.P. (Coordinatore per la Sicurezza in fase di progettazione), cura la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), delineando in generale, tutte le fasi organizzative delle misure preventive e protettive per la tutela della sicurezza dei lavoratori, predisponendo una procedura da intraprendere nel caso di lavorazioni a caldo in cantiere, seguendo una serie di fasi, ciascuna mirata a minimizzare i rischi di incidenti, soprattutto legati a incendi, esplosioni e esposizione a fumi tossici.

La procedura prevede una pianificazione accurata, l'adozione di misure preventive e il monitoraggio continuo durante l'esecuzione dei lavori.

Con particolar riferimento alle lavorazioni a caldo in copertura, riguardano generalmente interventi che implicano l'uso di tecniche termiche, come la saldatura, la posa di membrane impermeabilizzanti a caldo. Questo tipo di lavorazione deve essere eseguita seguendo procedure precise per garantire sicurezza e durata nel tempo.

In fase di esecuzione dei lavori, il CSE (Coordinatore della sicurezza in fase di Esecuzione) può avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione per attuare le verifiche che ritiene necessarie, tra cui revisionare ed eventualmente validare o modificare il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) redatto in fase di progettazione. Laddove lo ritenesse necessario, può integrarlo con nuove specifiche tecniche, qualora nel corso della fase esecutiva siano sorte delle situazioni particolari tali da richiedere indicazioni specifiche relative alle fasi salienti da intraprendere durante le lavorazioni. Inoltre, il CSE ha il compito di verificare il Piano Operativo di Sicurezza (POS) dell’impresa, assicurandosi della presenza dei nominativi e delle relative nomine ed attestati di formazione degli addetti designati dal Datore di Lavoro.

Prima dell’avvio dei lavori, è opportuno definire le modalità di attuazione del Piano e delle Procedure Operative dell’impresa stilando un verbale di coordinamento, in cui si descrivono tutte le misure preventive e protettive, corredato da fotografie e planimetrie che forniscano chiare indicazioni sull’organizzazione del cantiere. Le attrezzature per le lavorazioni a caldo devono essere conformi agli standard di sicurezza e in buone condizioni di funzionamento, utilizzati da parte degli operatori con i DPI specifici.

L'area in cui si svolgeranno le lavorazioni a caldo deve essere delimitata, protetta e segnalata chiaramente.

Nell’ambito dell’esecuzione dei lavori, e contestualmente alla visita in cantiere ed alla relativa redazione del verbale di sopralluogo, il CSE dovrà annotare la presenza (obbligatoria per legge) di almeno uno degli addetti antincendio riportati sul POS; in caso di emergenza, è fondamentale che gli operatori siano in grado di comunicare rapidamente, anche tramite dispositivi di segnalazione sonora o visiva. Dovrà essere garantita in cantiere la presenza di almeno un estintore per ciascuna classe di rischio incendio, in cui risulti l’avvenuto controllo semestrale, a cura della ditta di manutenzione.

Ogni fase del processo, dalla valutazione dei rischi all'autorizzazione, all’esecuzione dei lavori e alla gestione delle emergenze, deve essere correttamente documentata. In base al tipo di copertura e al materiale specifico, naturalmente la procedura potrebbe variare.

Al termine delle lavorazioni a caldo, è necessario verificare che non ci siano eventuali focolai di incendio residui e che l’area sia sicura. Le attrezzature devono essere spente correttamente, e l'area deve essere controllata per eventuali rischi post-lavorazione. Una volta completate le operazioni è opportuno predisporre un verbale che attesti che tutte le misure di sicurezza sono state rispettate e che il lavoro si è svolto senza incidenti.

In sintesi, le lavorazioni a caldo devono essere pianificate, autorizzate e monitorate con estrema attenzione, in quanto comportano rischi elevati. La corretta procedura prevede una valutazione accurata dei rischi, l’adozione di misure preventive, l’utilizzo di attrezzature sicure, la formazione adeguata e la presenza di un piano di emergenza dettagliato.

 

Per approfondire, ti invitiamo a guardare la registrazione del convegno organizzato dall'Ordine degli Architetti PPC di Roma a febbraio 2025.

GUARDA LA VIDEOREGISTRAZIONE DEL CONVEGNO

 


Come anticipato, questo tema è stato al centro di un convegno organizzato dall'Ordine degli Architetti PPC di Roma, in collaborazione con autorevoli associazioni di categoria, tra cui ASSIMP ITALIA, GRUPPO PRIMI, AISMT, ANPE, AIPE, FIVRA e FORMEDIL. L’evento ha approfondito sia gli aspetti tecnologici e progettuali, sia le criticità legate alle situazioni di emergenza e al rischio di incendio derivante dall’uso di fiamme libere e dall’interazione tra materiali da costruzione. Ingenio è stata media partner dell'evento.

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