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Serramenti: i vantaggi della certificazione nella posa grazie a UNI 11673

La norma UNI 11673 definisce gli standard per una posa dei serramenti efficace e duratura, riducendo gli errori e garantendo prestazioni ottimali. La certificazione migliora la qualità dell’installazione, assicurando maggiore efficienza energetica e affidabilità nel tempo.

Posa in opera dei serramenti senza errori: i vantaggi della certificazione UNI 11673

I vantaggi della norma UNI 11673 per il settore dei serramenti: di seguito l'intervista a Stefano Mora, Direttore Generale LegnoLegno.

 

Stefano Mora, Direttore Generale LegnoLegno.
Stefano Mora, Direttore Generale LegnoLegno. (Direttore Generale del Consorzio LegnoLegno)

 

I serramenti apportano un contributo certamente fondamentale alle prestazioni termoigrometriche dell’involucro edilizio. In tale ambito, i giunti primario e secondario svolgono un ruolo di primo piano nell’ottenimento e mantenimento delle performance oggi richieste dalle norme vigenti e imposte da un costo dell’energia sempre crescente.

Rivolgiamo alcune domande a Stefano Mora, uno dei massimi esperti italiani del settore dei serramenti, membro dei principali tavoli di normazione, Direttore Generale del Consorzio LegnoLegno: realtà che opera a Correggio (RE) offrendo servizi di formazione, laboratorio di prova, organizzazione di eventi, certificazione, per lo sviluppo del settore dei serramenti.

LegnoLegno è Organismo di Valutazione per conto di ICMQ e opera sia nella certificazione delle competenze del personale di posa dei serramenti, sia nella effettuazione di prove di laboratorio, nonché nella effettuazione di audit in campo ai fini della certificazione del processo di posa dei serramenti.

 

Nell’attività di posa in opera dei serramenti e in particolare nella realizzazione dei giunti primario e secondario, quali sono le problematiche più critiche che si possono riscontrare?

Vi sono almeno due tipologie di problematiche che sovente emergono: innanzitutto ci si imbatte spesso in errori di progettazione esecutiva, ossia di errori che determinano (per inconsapevolezza o per incompetenza) il mancato mantenimento delle prestazioni in opera dei prodotti. Questi errori riguardano sia la mancata continuità delle barriere di isolamento termico o acustico (specie nelle traverse inferiori dei serramenti), sia l’impiego di materiali con caratteristiche non congrue rispetto al ruolo che devono svolgere.

Una seconda tipologia di problematiche è relativa a errori di natura prettamente esecutiva, derivanti dal mancato rispetto delle indicazioni fornite in sede di progettazione esecutiva o dal non corretto impiego di taluni materiali.
Nell’esperienza delle campagne di test in cantiere condotte negli ultimi anni, considerando entrambe le problematiche, possiamo quantificare tali errori come presenti in più del 35% degli interventi esaminati.

 

Quali vantaggi può apportare al processo di posa in opera dei serramenti l’applicazione della norma UNI 11673 e in particolare la certificazione del processo di posa?

La corretta e completa applicazione dei requisiti normativi, sia in termini di progettazione esecutiva che di competenze degli operatori, consente di abbattere drasticamente tali errori, assicurando il mantenimento delle prestazioni dei prodotti in opera nel tempo. Ciò è tanto più vero quanto se siamo in presenza di interventi di riqualificazione energetica di interi edifici o di nuova edificazione. In quei casi vengono normalmente effettuati interventi rilevanti sulle parti opache dell’edificio ed installati serramenti ad elevate prestazioni; il sistema di posa e la soluzione di installazione adottata divengono il vero “tallone d’Achille” di un intero intervento di riqualificazione.

La certificazione dell’intero processo, ancorché volontaria, è un buon sistema per gestire i passaggi tecnico-operativi e per dare evidenza ai Committenti dell’applicazione degli standard normativi.

 

Quali motivazioni vi hanno portato a farvi parte attiva nella certificazione del processo di posa dei serramenti?

Da un lato riscontriamo una significativa esigenza di qualificazione e differenziazione sul mercato da parte dei serramentisti, anche derivante dalla fine di operazioni fortemente sovvenzionate (ex Superbonus 110%) che hanno determinato una riduzione degli ordinativi ed una crescente motivazione alla differenziazione sulle imprese.

Dall’altro lato dobbiamo riconoscere che, pur con tutti i limiti, operiamo a contatto con imprenditori, aziende ed operatori che fanno della “buona esecuzione” un elemento fondamentale del proprio lavoro; si tratta certamente di esigenze imprenditoriali e di mercato, ma la cultura d’impresa del settore è da sempre molto orientata alla qualità.

 

In che misura ritenete che il mercato recepirà gli investimenti delle aziende del settore nella certificazione del processo di posa dei serramenti?

Negli ultimi anni il mercato dei serramenti, e più in generale quello dei prodotti da costruzione, ha vissuto anni intensi.

La crisi economica, la pandemia e poi gli incentivi fiscali da Superbonus hanno portato le aziende ad operare in situazioni mutevoli, senza la possibilità di sviluppare un'adeguata pianificazione. Ritengo quindi che servirà un po’ di tempo per far sì che i processi di certificazione si impongano al mercato, ma altresì ritengo che sia un percorso che verrà intrapreso e che via via crescerà.

Naturalmente, è necessario che i principali attori siano consapevoli del fatto che è necessario non solo strutturare percorsi di certificazione coerenti e percorribili, ma che tali sistemi vadano fatti conoscere al mercato, con attività di comunicazione e sensibilizzazione mirate.

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