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Le novità sulla qualità dell’aria negli edifici scolastici

Agosto sarà da ricordare come uno dei mesi più importanti per il tema della qualità dell’aria nelle scuole. Tre sono i documenti pubblicati, usciti a poco più di un mese dall’inizio della scuola.
Ecco una analisi tecnica dei tre documenti pubblicati.

Le novità di agosto sulla qualità dell’aria negli edifici scolastici: ora siamo davvero pronti per il nuovo anno scolastico?

Agosto sarà da ricordare come uno dei mesi più importanti per il tema della qualità dell’aria nelle scuole. Tre sono i documenti pubblicati, usciti a poco più di un mese dall’inizio della scuola.

Ecco una analisi tecnica dei tre documenti pubblicati:

  • DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 luglio 2022. Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici.
  • Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini di mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2022 -2023) Versione 5 agosto 2022, realizzato da Iss, con i ministeri della Salute e dell’Istruzione e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
  • DECRETO 23 giugno 2022. Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi. Pubblicato in Gazzetta il 6 agosto 2022 entra in vigore 120 giorni dopo la pubblicazione.

Tre documenti diversi, con obiettivi diversi, ma con parole chiavi comuni: ventilazione, ricambio dell’aria, qualità dell’aria e scuole.

 

novità sulla qualità dell’aria negli edifici scolastici

Infografica WHO 20 dicembre 2021. Se si usa un filtro dell’aria tener aperte le finestre o le porte per alcuni minuti ogni ora….. (a sinistra). Infografica ISS a destra.

 

Il primo e il terzo documento, ovvero le Linee guida (attese da diversi mesi) e il CAM edilizia (atteso da moltissimi mesi) hanno creato grandi aspettative.

Ma i contenuti dei documenti hanno fornito alle amministrazioni, ai tecnici, agli utilizzatori e ai gestori delle scuole le risposte cercate? Sono di facile applicazione? Sono di facile interpretazione? 

 

Le linee guida, Decreto 26 luglio 2022

Un obiettivo raggiunto è sicuramente aver dato indicazioni sui dispositivi di sanificazione e purificazione.

Tale richiesta era arrivata a causa di un mercato emergente di prodotti con caratteristiche quasi magiche che talora faticavano a trovare dimostrazioni scientifiche.

Ma la difficoltà di interpretazione di schede tecniche e di analisi fatte da enti più o meno accreditati ha sempre reso difficile guidare le scelte.

Del resto a livello CTI (Comitato Termotecnico Italiano) è stato creato da più di un anno un gruppo di lavoro sul tema dei “dispositivi attivi per il trattamento dell'aria” (sottogruppo all’interno della CT 242 - Materiali, componenti e sistemi per la depurazione e la filtrazione di aria, gas e fumi). Ma ancora si sta lavorando alla creazione di uno o più documenti su questo tema, prevedendo ancora diversi mesi di lavoro.

Ingenio-web aveva già affrontato questo tema ad ottobre dello scorso anno, all’interno dell’articolo dal titolo ‘Dispositivi portatili (purificatori d’aria) per sanificazione e disinfezione’.

Tornando alle Linee guida sarebbe prima di tutto necessario spiegare in modo semplice - ma preciso - i consigli e le indicazioni riportate.

Tale azione richiede competenze legislative, normative e di prodotto che i destinatari del documento (ovvero i gestori delle scuole, i decisori e le scuole stesse) probabilmente non hanno.

A tal fine si riporta di seguito un breve elenco di alcuni aspetti importanti.

  • La qualità dell’aria interna (IAQ) è un requisito essenziale per la salute degli occupanti e per il suo sviluppo conoscitivo, ovvero: una buona IAQ garantisce salute e migliora l’apprendimento.
  • Per migliorare la gestione degli ambienti scolatici e contenere i possibili rischi per la salute è importante garantire una buona qualità dell’aria negli ambienti scolastici, prestando attenzione alle fonti degli inquinanti: ma non si capisce come farlo.
  • È possibile che la semplice ventilazione delle aule attraverso l’apertura delle finestre possa migliorare sensibilmente la qualità dell’aria: è possibile…
  • Qualora le valutazioni tecniche (eseguite come e da chi?) individuassero la necessità di ricorrere a dispositivi/apparecchi specifici per la purificazione/sanificazione degli ambienti, ad integrazione delle altre azioni di prevenzione e riduzione del rischio, tra le quali anche l’ottimizzazione dei ricambi dell’aria mediante l’apertura delle finestre, i dispositivi dovranno essere selezionati sulla base delle specifiche tecniche descritte nelle Linee guida.
  • I dispositivi portatili possono emettere sottoprodotti che possono combinarsi con altri inquinanti già presenti per formare inquinati pericolosi come ad esempio la formaldeide (chi si assume la responsabilità di questo? Come può essere valutato e con quali costi?)
  • È necessaria una precisa e dettagliata documentazione per i dispositivi portatili.

 

Per fortuna una indicazione chiara e precisa è stata inserita nel punto 6.2 dal titolo RICAMBIO D’ARIA.

Viene riportato che “L’Organizzazione mondiale della sanità considera ottimale un ricambio dell’aria pari ad un valore indicativo di almeno 10 L/secondo/persona”. Tale indicazione, non dipendente dal grado di istruzione, è preziosissima e probabilmente la più utile di tutto il documento (del resto è anche l’unico numero con unità di misura presente ad eccezione di qualche indicazione sul tema dell’ozono). 

Ma come si possono tradurre i 10 L/s per persona in una classe?

Nella tabella di seguito è riportato un esempio applicativo nonché di confronto con altri riferimenti normativi e legislativi vigenti applicato ad una aula con 25 alunni + 1 insegnate = 26 occupanti, con volume di 200 m3, area di 65 m2 e altezza: 3.05 m di una scuola secondaria di secondo grado.

 

ricambio dell’aria ottimale per le scuole e gli edifici scolastici

 

Quali sono quindi i temi dimenticati dalle linee guida?

  • Indicazioni sulle concentrazioni limite, ad esempio di CO2 per garantire una buona qualità dell’aria: ad esempio 1.000 ppm sono un valore da non superare?
  • Aspetti energetici: quanto ci costa aprire le finestre per tutto l’inverno? 
  • Aspetti relativi alla salute degli occupanti: quali effetti ha sugli occupanti l’apertura frequente delle finestre quanto all’esterno le temperature sono rigide? Questo evidente discomfort come può influire sull’apprendimento?
  • Chi è il Personale qualificato? E con quali qualifiche? E come fa ogni scuola a formarlo?

 


Pubblicate le specifiche tecniche per la qualità dell'aria negli ambienti scolastici

INGENIO ha dato la notizia e pubblicato il testo integrale delle Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all'adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualita' dell'aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici.

Ecco il link


 

Documento ISS. Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini di mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico

Nel documento dell’ISS è presente un richiamo ricambio dell’aria, che deve essere frequente e sempre garantito al fine di ridurre la trasmissione del virus e migliorare la qualità dell’aria. Come farlo e quando farlo non è specificato, come non sono indicate le risorse necessarie.

È facile pensare che le scuole non abbiano le conoscenze e gli strumenti per interpretare tali indicazioni.

 

mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico

Estratto documento ISS 

 

CAM edilizia, edizione 2022

La precedente versione del CAM edilizia, datata 2017 è stata molto modificata e tale risultato è stato raggiunto grazie ad una attiva partecipazione alle attività di revisione da parte delle associazioni (quali ad esempio ANIT e AiCARR, sempre in prima linea su questi temi) e da parte delle Regioni e Province autonome.

Lo sforzo per coordinare tutti gli input arrivati da associazioni, enti e rappresentanti del settore si è tradotto in un documento aggiornato, strutturato ed operativo. Sono moltissimi gli ambiti di applicazione, nel presente articolo l’analisi del documento riguarda il tema della ventilazione e delle scuole. È importante ricordare che il CAM edilizia si applica agli edifici pubblici di nuova costruzione e alle ristrutturazioni.

Il punto 2.4.5 dal titolo “Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria” descrive i criteri e le verifiche facendo specifico riferimento ai sistemi di ventilazione meccanica controllata. Tale indicazione rappresenta una novità rispetto alla versione del 2017, finalizzata al miglioramento della salute degli occupanti e alla riduzione dei consumi energetici.

Si riporta di seguito un estratto rielaborato del testo del decreto.

Fermo restando il rispetto dei requisiti di aerazione diretta in tutti i locali in cui sia prevista una possibile occupazione da parte di persone anche per intervalli temporali ridotti; è necessario garantire l’adeguata qualità dell’aria interna in tutti i locali abitabili tramite la realizzazione di impianti di ventilazione meccanica, facendo riferimento alle norme vigenti.

 


CAM: in GU il testo dei Criteri Ambientali Minimi per progettazione e realizzazione in edilizia

Sul tema dei CAM INGENIO ha realizzato alcuni approfondimenti e un articolo che possa fare da riferimento generale.

Ecco il LINK.


 

Per tutte le nuove costruzioni, demolizione e ricostruzione, ampliamento e sopra elevazione e le ristrutturazioni importanti di primo livello, sono garantite le portate d’aria esterna previste dalla UNI 10339 oppure è garantita almeno la Classe II della UNI EN 16798-1, very low polluting building per gli edifici di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamento e sopra elevazione e low polluting building per le ristrutturazioni importanti di primo livello, in entrambi i casi devono essere rispettati i requisiti di benessere termico (previsti al paragrafo 15) e di contenimento del fabbisogno di energia termica per ventilazione.

Per le ristrutturazioni importanti di secondo livello e le riqualificazioni energetiche, nel caso di impossibilità tecnica nel conseguire le portate previste dalla UNI 10339 o la Classe II della UNI EN 16798-1, è concesso il conseguimento della Classe III, oltre al rispetto dei requisiti di benessere termico previsti al criterio “2.4.6-Benessere termico” e di contenimento del fabbisogno di energia termica per ventilazione”.

L'impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi previsti per la qualità dell’aria interna è evidenziata dal progettista nella relazione tecnica (..).

Le strategie di ventilazione adottate dovranno limitare la dispersione termica, il rumore, il consumo di energia, l’ingresso dall’esterno di agenti inquinanti e di aria fredda e calda nei mesi invernali ed estivi.

Al fine del contenimento del fabbisogno di energia termica per ventilazione, gli impianti di ventilazione meccanica prevedono anche il recupero di calore, ovvero un sistema integrato per il recupero dell’energia contenuta nell’aria estratta per trasferirla all’aria immessa (pre-trattamento per il riscaldamento e raffrescamento dell’aria, già filtrata, da immettere negli ambienti).

Le indicazioni del decreto CAM 2022 sono riassunte nella tabella di seguito (per la valutazione delle portate di ventilazione vedere l’esempio nella tabella precedente del presente articolo).

CAM edilizia, edizione 2022

 

Sempre sul tema IAQ il nuovo decreto CAM descrive e fornisce indicazioni sul tema del radon all’interno del capitolo 2.4.12. Viene richiamato il D.Lgs 101:2020, indicando di seguire le strategie progettuali e tecniche idonee a prevenire e a ridurre la concentrazione di gas radon all’interno degli edifici.

Il livello massimo di riferimento, espresso in termini di valore medio annuo della concentrazione di radon è di 200 Bq/m3, ovvero un livello inferiore rispetto a quanto prescritto per gli luoghi di lavoro (300 Bq/m3), ma già in linea con il livello massimo di riferimento per abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.

 

La realtà delle scuole italiane nel 2022

Ci sono pochi esempi virtuosi che hanno affrontato la tematica della qualità dell’aria in modo serio e puntuale, anche se con approcci e strategie diverse. In primis l’esperienza della Regione Marche che grazie alla stretta collaborazione scientifica con l’Università Politecnica delle Marche ha creato un bando per installare sistemi di ventilazione in moltissime scuole marchigiane.

In secondo luogo il Veneto, che con un provvedimento recente ha messo a bando un finanziamento specifico per dotare classe di scuole pubbliche e private di sistemi di ricambio dell’aria e altre tecnologie.

Ci sono poi realtà più piccole, come il Comune di Fontaniva in Provincia di Padova in Veneto che ha dotato 58 scuole di sistemi di ventilazione decentrati.

Infine l’intendenza scolastica ladina della Provincia di Bolzano che ha dotato 300 classi di indicatori semaforici basati sulla concentrazione di CO2 rilevata per la gestione ottimizzata delle finestre.

 

Considerazioni e conclusioni

Il tema della qualità dell’aria interna nelle scuole, di qualsiasi ordine e grado è di primaria importanza.

Come indicato nelle Linee guida l’attenzione sulla qualità dell’aria indoor nelle scuole si tradurrà nel suo complesso in un beneficio significativo per tutta la vita sulla salute degli studenti, del personale docente, tecnico-amministrativo, del personale di ditte esterne e non, alcuni dei quali con bisogni specifici (es. con disabilità fisiche e psichiche, asmatici e allergici, migranti e minoranze), che all’interno degli ambienti scolastici trascorrono periodi prolungati.

Sono quindi necessari interventi strutturati e finanziamenti mirati per aggiornare il parco edilizio scolastico italiano che ad oggi risulta datato, inadeguato in termini di spazi e dotazioni, inefficiente (la maggior parte degli edifici sono in classe G) e con una cattiva qualità dell’aria correlata a insufficienti strategie per il suo ricambio.