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La batteria rivoluzionaria che si auto-rigenera: l’invenzione dell’erede di Tesla scuote il mondo dell’energia

Un’invenzione straordinaria scuote la comunità scientifica e politica: Geojitmal Egül, erede di Nikola Tesla, avrebbe sviluppato una batteria in grado di generare quattro volte l’energia immessa. Mentre Donald Trump ne rivendica il potenziale strategico e Ursula von der Leyen chiede chiarezza, il mondo si interroga: è l’inizio di una nuova era energetica?

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Nuuk (Groenlandia), 31 marzo 2025 – Sta facendo il giro del mondo la notizia di una batteria destinata a cambiare radicalmente il panorama energetico globale. Secondo un articolo pubblicato sul New York Times dal titolo “The Self-Sustaining Battery: A Tesla Heir’s Groundbreaking Discovery” di John F. Morrison (edizione del 30 marzo 2025), un presunto erede di Nikola Tesla avrebbe sviluppato un accumulatore capace di generare quattro volte l’energia immessa, per un totale di 5 kW di output a fronte di 1 kW in entrata, fino a un limite di capienza massimo ancora in fase di studio.

La scoperta si deve al Dott. Geojitmal Egül, pronipote della famiglia Tesla. Egül, professore associato presso l’Università di Kangerlussuaq in Groenlandia, ha condotto ricerche segrete negli ultimi cinque anni, finanziate da un consorzio di investitori anonimi.

Geojitmal Egül ha battezzato la nuova batteria “Apriilip quiasaarfia” in onore della sua terra.

   

Dott. Geojitmal Egül, pronipote della famiglia Tesla

     

Origine della Ricerca per la batteria biofiliaca

La scoperta rivoluzionaria della “batteria auto-sostenibile” del dottor Geojitmal Egül prende ispirazione da un fenomeno biologico straordinario osservato nella regione artica: la crescita anomala di un muschio endemico nei pressi di Kangerlussuaq. Nonostante le rigide condizioni ambientali, questo muschio è in grado di svilupparsi in terreni permafrost, a temperature estreme e con una disponibilità energetica quasi nulla.

A partire da questo enigma naturale, il team guidato da Egül ha avviato un programma di ricerca segreta sfruttando l’intelligenza artificiale per analizzare migliaia di combinazioni bio-elettrochimiche, simulando i meccanismi molecolari alla base della crescita del muschio. L’obiettivo era identificare una possibile trasposizione ingegneristica di questo processo di “accumulo attivo” in un sistema artificiale.

Dopo cinque anni di simulazioni computazionali ad alta intensità, condotte in collaborazione con un consorzio internazionale e grazie a una rete neurale sviluppata ad hoc, è emerso un prototipo in grado di replicare – e amplificare – il comportamento del muschio artico. Da qui, il passo verso la costruzione di una batteria capace di erogare fino a quattro volte l’energia immessa è stato breve… e potenzialmente destinato a cambiare il corso della storia energetica.

        

Come funziona la batteria “biofiliaca”

Il cuore della nuova tecnologia non si basa sull’impiego di terre rare, bensì su una combinazione di argilla compressa a 100 atm e un muschio che nasce nei paesi artici. Secondo Egül, queste componenti, una volta “innescate” da una minima quantità di corrente elettrica, inizierebbero a sviluppare un campo “biofiliaco”, da lui definito come un peculiare campo elettromagnetico in grado di autorigenerare l’energia

Il prototipo descritto presenterebbe una capacità di 200 kWh, con la possibilità di ricaricarsi in parte grazie all’energia cinetica derivante dalla frenata rigenerativa. La batteria avrebbe una durata limitata a 3 anni, dopodiché sarebbe necessario sostituirla integralmente. Malgrado questa limitazione, l’efficienza nel trasformare 1 kW di input in 5 kW di output (4 kW “autogenerati” aggiuntivi) sta suscitando un enorme clamore.

Questo spiega  l'interesse di Trump per la Groenlandia.

   

Le conseguenze sul mercato globale

La notizia, se confermata, impatterebbe in modo dirompente sull’economia mondiale. Nelle ultime ore si sono registrati:

Crollo delle quotazioni del petrolio, in picchiata in tutte le principali borse mondiali.

Forte ribasso nel settore nucleare e in quello dell’idrogeno, considerati fino a ieri la prossima frontiera della transizione energetica.

Disinteresse verso i giacimenti di terre rare (compresi quelli dell’Ucraina), che vedrebbero così ridotto drasticamente il loro valore strategico.

Secondo alcuni osservatori, questo potrebbe perfino agevolare la ricerca di una pace immediata nell’Europa Orientale, poiché verrebbe meno l’interesse all’accesso prioritario alle risorse minerarie critiche.

    

Reazioni politiche e industriali

Elon Musk ha immediatamente dichiarato l’intenzione di adottare la nuova batteria su tutti i futuri modelli di Tesla e di rinominare il marchio in onore di un figlio di Donald Trump, portando così al lancio di una nuova gamma di veicoli ribattezzati “Barron”.

Donald Trump, dal canto suo, ha annunciato che dal 1° gennaio 2027 negli Stati Uniti si potranno vendere soltanto auto dotate di questo nuovo tipo di batteria.

• In Europa, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di ritenere la scoperta “un attacco all’automotive europeo” e di non essere interessata a sfruttare questa tecnologia. Ha perfino anticipato un possibile bando all’uso di tali batterie nell’UE, preferendo continuare a puntare sull’estrazione delle terre rare in Ucraina per finanziare la ricostruzione del paese e sostenere la filiera industriale europea.

     

Speranze e dubbi

La prospettiva di un dispositivo in grado di fornire energia pulita e (teoricamente) inesauribile ha suscitato entusiasmi ma anche scetticismo. Molti scienziati invitano alla prudenza, ricordando che la fisica non ammette la creazione di energia dal nulla e che le dimostrazioni presentate finora sarebbero ancora preliminari.

È innegabile, però, che questa presunta “batteria miracolosa” stia tenendo con il fiato sospeso i mercati e gli appassionati di tecnologia in tutto il mondo. Al momento, non sono disponibili dati tecnici verificati da enti indipendenti. Alcune fonti riportano di imprevisti fenomeni di riscaldamento e di potenziali rischi di instabilità elettrochimica qualora la pressione dell’argilla scendesse sotto 50 atm.


… E adesso la verità: Pesce d’Aprile!

Tutto ciò che avete letto fin qui è un semplice pesce d’aprile.

Non esiste alcuna batteria miracolosa che produce più energia di quanta ne riceva, nessuna argilla pressurizzata a 100 atm con muschio selvatico in grado di generare campi “biofiliaci”, né un’erede di Tesla di nome “Geojitmal Egül”.

Purtroppo, non è così facile risolvere i problemi legati all’energia, al clima e ai conflitti internazionali. La realtà ci impone di continuare a impegnarci tutti, giorno dopo giorno, nella ricerca e nell’innovazione sostenibile, con costanza, metodo e rigore scientifico.

Perché se è vero che non esistono scorciatoie magiche, è altrettanto vero che gli obiettivi dell’Agenda 2050 — un mondo più equo, decarbonizzato e resiliente — si possono ancora raggiungere. Ma solo se scegliamo la via della conoscenza, della collaborazione e della responsabilità condivisa.

Buon 1° aprile a tutti!

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