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Certificato di idoneità statica: Milano a rischio paralisi
del 13/07/2017

Assoedilizia: a Milano immobiliare a rischio paralisi per obbligo certificato di idoneità statica previsto dall'art.11 del regolamento edilizio comunale

Mentre l'eco del crollo della palazzina a Torre Annunziata rieccheggia ancora, con la conseguente richiesta del ministro Delrio di inserire come obbligo, dal 2018, la presentazione di un certificato di stabilità per ogni edificio e il riaccendersi della querelle sul fascicolo del fabbricato, a Milano si rischia la paralisi edilizia.

Questo a detta del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, il quale ha richiamato l’attenzione sul problema aperto dall’ art.11 del Regolamento edilizio del Comune di Milano che prevede l’obbligatorietà, per tutti gli immobili esistenti ultracinquantenni per i quali non esista o non sia reperibile il certificato di collaudo statico (eventualità frequentissima anche a causa delle difficoltà di reperimento dei collaudi pur esistenti), di una verifica di idoneità statica da attuarsi entro il 2019, con la sanzione della inagibilità dell’immobile o delle parti di questo non certificate, ove il relativo “certificato non venga rilasciato entro i termini previsti”.

"Dopo la scadenza del termine - ha ricordato Clerici - sarà necessario allegare il certificato alla documentazione notarile dei rogiti. Preliminarmente dobbiamo dire che, a nostro avviso, trattasi di una norma illegittima poiché esorbita dalla potestà normativa di un regolamento edilizio. Nel merito osserviamo che si dovrebbe  intervenire in Milano su circa 30.000 edifici (attorno al 60 % dell'esistente ) con grandi difficoltà operative".

"La soluzione proposta dal Comune è indicata in una Determinazione Dirigenziale del novembre 2016 la quale prevede un procedimento che ci sembra non perfettamente in linea con quanto prescritto dalla legge nei D.M. del 1985 - continua il presidente di Assoedilizia -, sicché sussiste il rischio che si perfezionino degli atti che non diano garanzia di tenuta sul piano di una eventuale verifica di legittimità, e quindi presentino problemi in caso di vaglio giurisdizionale in qualsiasi sede. Oltre tutto, al pari del collaudo statico, anche la verifica dell’idoneità statica con relativo certificato, è uno strumento concepito a misura di un unico soggetto agente. Mentre la verifica prevista dal Regolamento dovrebbe esser attuata il più delle volte da una molteplicità di soggetti. Con la conseguenza che, in mancanza di accordo (ad esempio in caso di condominio) gli effetti si irradierebbero su tutti i comproprietari/condomini. Così stando le cose per tutti questi immobili, che rappresentano alcune centinaia di migliaia di unità edilizie, si profila, alla data di scadenza dell’obbligo indicato, il rischio di una paralisi della commerciabilità. E’ proprio quel che ci vuole per il già sofferente settore immobiliare".

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di Redazione Ingenio
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