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GABBIONI PARAMASSI o STRUTTURALI NON CONFORMI: il Consiglio Superiore scrive agli Enti appaltanti
del 16/05/2017

Con la nota n.3703 del 20.04.2017 il Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. Massimo Sessa ha trasmesso, alle Stazioni Appaltanti, agli Organi di Controllo Territorialmente competenti ed alle Amm.ni competenti, una Circolare inerente  la “Qualificazione di Gabbioni Metallici ad uso strutturale”.

La nota si riferisce alle numerose segnalazioni arrivate al Servizio Tecnico Centrale e riguardanti l’uso di gabbioni non conformi ai fini strutturali, per esempio per funzioni di paramassi.
Tali Segnalazioni, tutte verificate dal Servizio Tecnico Centrale, hanno poi portato in effetti a non conformità di tipo formale e/o sostanziale, che hanno reso in alcuni casi necessario la segnalazione agli Organi territoriali competenti per la vigilanza sulle Costruzioni al DPR 380/01 (geni Civili, Comuni, ecc.) o all’inevitabile coinvolgimento della Guardia di Finanza.

La nota quindi ha l’obiettivo di rammentare lo spirito della norma in vigore, che è quello di garantire la sicurezza e la qualità delle costruzioni al fine della pubblica incolumità. In tal senso si ricorda che qualsiasi materiale o prodotto da impegnarsi per uso strutturale nelle costruzioni deve essere preventivamente identificato o qualificato a cura del fabricante, secondo le procedure previste dalla NTC e dalla circolare esplicativa n. 617 del 2 febbraio 2009. Peraltro è onere del Direttore dei Lavori accettare il materiale e/o prodotto in cantiere prima della posa in opera eseguendo le prove di accettazione pertinenti. E infine si richiamano anche le responsabilità del collaudatore in materia di controlli sui materiali e prodotti impiegati.

Nella fattispecie, stante la pubblicazione della “Linea Guida per la certificazione di idoneità tecnica all’impiego ed all’utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione” approvate dal Consiglio Superiore dei LLPP con parere n. 69 reso nell’adunanza del 2 luglio 2013, l’impiego dei gabbioni con finalità strutturale è consentito sono se si è in possesso di Certificato di Idoneità Tecnica, così come previsto dalle NTC 2008, cap. 11.1 lett. C rilasciato dal servizio tecnico centrale. La nota precisa che è consentito l’impiego di gabbioni e delle reti metalliche con finalità strutturali se si è in possesso della necessaria marcatura CE che faccia riferimento ad un ETA rilasciato sulla base di un  EAD così come previsto dal regolamento UE n. 305/2011 e dalle NTC. Nella nota sono citati anche alcuni esempi di EAD.

Infine si sottolinea che le NTC non prevedono deroghe e, pertanto, eventuali inadempienze ove non si configurino reati più gravi sono soggette alle sanzioni di cui alla. 95 del DPR 380/2001 nonché se applicabili alle sanzioni di cui all’articolo 11 del DPR 246/93.

La nota è scaricabile al link.

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Nota dell’Editore.

Questa nota evidenzia purtroppo una tendenza, a anche nei LLPP, a non rispettare le norme riguardanti la qualifica dei prodotti e dei sistemi. Questo avviene in genere per mancata conoscenza - forse non sempre - delle norme, e in particolare di quelle che riguardano argomenti di trattazione non quotidiana e comune. In questo Paese purtroppo la cronaca quotidiana ci parla di casi di uso di gabbioni non idonei, di casi di cubetti falsi con certificati rilasciati anche da laboratori qualificati, di Centri Congressi realizzati con carpenterie non marcate e con un numero minore di staffe rispetto a quelle di progetto.
Questo accade per più motivi. Innanzitutto c’è un problema di sorveglianza: abbiamo un Servizio Tecnico Centrale a cui sono attribuiti centinaia di incarichi ma con una struttura fatta di pochissime risorse. Se non vogliamo essere ipocriti e vogliamo migliorare il livello dei controlli per prima cosa occorre “irrobustire” l’organo vigilante dandogli più risorse.
Esiste poi un problema di specializzazione dei professionisti. Se la legge punisce il professionista che sbaglia (e questo è previsto) e se ci sono delle norme da rispettare, l’errato controllo in genere nasce da una non conoscenza, non da una volontà. Ecco allora che la “parola vietata” ossia “specializzazione” dovrebbe diventare elemento di qualificazione per gli Albi del Futuro. Se i professionisti guadagnano poco è anche per questo: tutti possono fare tutto, e di conseguenza …

Andrea Dari




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di Andrea Dari
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