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Trasparenza nei compensi e contratti privati delle società di ingegneria: approvato DDL Concorrenza
del 04/05/2017

Conversione in legge del DL Concorrenza: le società di ingegneria potranno regolarmente stipulare nuovi contratti privati, purché rispettino una serie di condizioni tra le quali la stipula di una polizza di assicurazione ad hoc. E bisognerà rendere noto in anticipo e per iscritto l'importo del compenso per le prestazioni

Interessanti novità nel maxi-emendamento al DDL Concorrenza (DDL 2085) approvato ieri in Senato. In primis, si prevede massima trasparenza nei compensi: i liberi professionisti saranno infatti obbligati a rendere noto in anticipo al cliente, tramite comunicazione scritta o in formato digitale, l’importo del compenso dovuto per l’attività da svolgere e dovranno indicare sia i titoli posseduti sia le eventuali specializzazioni conseguite.

Società di ingegneria
Per stipulare nuovi contratti privati, le società di ingegneria dovranno stipulare una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività professionali dedotte in contratto (e quindi, di fatto, dotarsi di una copertura assicurativa proprio come i professionisti singoli) e "garantire che tali attività siano svolte da professionisti, nominativamente indicati, iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali". Le attività inserite nei contratti dovranno, quindi, essere affidate a professionisti iscritti agli ordini.

In ultimo, le società dovranno iscriversi a un elenco presso l'Anac, anche se in realtà già oggi comunicano all'Autorità Anticorruzione alcune informazioni come nomi di soci e dipendenti, entro 30 giorni dall'approvazione dei bilanci (previsto dal dpr 207/2010).

Molto soddisfatta dell'approvazione l'OICE, secondo cui con questa approvazione "si chiude definitivamente ogni questione inerente la legittimazione delle nostre società anche nei rapporti privati, una vicenda giuridica che non si doveva porre e che la giurisprudenza, anche recentissima, ha confermato non esistere. Adesso anche una norma di legge lo conferma, come chiedevamo da tempo".

 

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di Redazione Ingenio
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