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Classificazione sismica degli edifici con SismoTest: un approfondimento sull’applicazione
del 19/04/2017

INTRODUZIONE
Con la Legge di Bilancio 2017, approvata il 21 dicembre 2016, è stata avviata una campagna volta al miglioramento sismico delle strutture esistenti.
Si tratta del cosidetto “Sismabonus”, un'opportunità per stimolare un piano volontario per la valutazione e prevenzione del rischio sismico degli edifici.

Le novità apportate dal decreto Sismabonus sono tante e mirano a promuovere la prevenzione sismica attraverso numerose facilitazione, tra cui:
- l’estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3 e quindi un netto ampliamento delle zone interessate, che nella normativa precedente erano limitate alle zone 1 e 2;
- le detrazioni in 5 anni e quindi un ritorno economico certamente più conveniente rispetto ai 10 anni previsti per tipi di intervento non sismico;
- l'importo massimo è pari a 96.000 € con possibilità di cessione del credito che consente di poter usufruire dei finanziamenti anche se non si ha capienza fiscale.

Per accedere al Beneficio Fiscale, il proprietario dell’immobile dovrà incaricare un professionista per la valutazione della classe di rischio e della predisposizione del progetto di intervento.
La figura riporta la scala di riferimento relativa alle Classi di Rischio, una scala che consente di individuare graficamente le condizioni dell' edificio in relazione al rischio sismico.

SismoTest è il software che mette in pratica quanto richiesto dalle Linee Guida, rendendole facilmente applicabili, fornendo dei suggerimenti nelle fasi di valutazione, producendo i documenti richiesti.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
La normativa per la determinazione del Rischio Sismico (DM n. 65 del 7/3/2017) contiene anche le linee guida per la sua applicazione.
Le strutture sono classificate in otto Classi di Rischio, con rischio crescente dalla A+ alla G.

Da notare che l'edificio "giusto a norma" è classificato con la Classe B. Questo in quanto gli edifici possono esibire un livello di rischio estremamente modesto (Classe A+) o comunque inferiore (Classe A) a quanto richiesto dalle attuali normative antisismiche relativamente alla progettazione di un nuovo edificio (Classe B).
In Allegati è riportato il testo completo.

La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi di analisi:

1. Metodo Convenzionale
2. Metodo Semplificato

La figura seguente riporta la sintesi delle azioni previste dalle Linee Guida.

Per le strutture prefabbricate ed in c.a., se si adotta il Metodo Semplificato, non è necessaria la classificazione.

METODO CONVENZIONALE
Il metodo convenzionale è applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione ed è basato sull'applicazione dei metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche, in particolare il capitolo 8 relativo alle costruzioni esistenti.

In questo caso è necessario procedere attraverso la costruzione di un modello di calcolo che simuli il comportamento reale della struttura; ad esempio si possono utilizzare i software 3Muri per struttura in muratura e miste ed Axis VM per le strutture in c.a., acciaio, legno.

Il metodo convenzionale consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione sia allo stato di fatto che allo stato di progetto, ovvero conseguentemente all'intervento.

Adottando il metodo convenzionale il finanziamento è pari all' 80% per edifici singoli e 85% per edifici condominiali.
I parametri di cui si serve sono il PAM e l'IV-S, rispettivamente la perdita economica annuale media attesa e l'indice di sicurezza della struttura.

Il PAM indica un parametro economico che dovrebbe essere il minore possibile.

Gli Stati Limite presi in esame sono:
• SLID (stato limite di inizio danno) indica una condizione della struttura sostanzialmente integra al di la del quale si manifestano i primi danneggiamenti;

• SLO (stato limite di operatività) indica una condizione in cui, anche se si manifestano lievi danneggiamenti, la struttura risulta comunque operativa;
• SLD ( stato limite del danno strutturale e non) indica una condizione in cui i danni relativi all'effetto sismico sono facilmente riparabili;
• SLV ( stato limite di salvaguardia della vita) indica una condizione in cui la struttura si trova ancora in condizione per consentire l'evacuazione dell'edificio da parte degli occupanti, anche se a fronte di vistosi danneggiamenti;
• SLC (prestazione prossima al collasso) indica una condizione in cui la struttura è prossima al collasso, pur mantenendo una limitata capacità statica;
• SLR (stato limite di ricostruzione) indica una condizione in cui non esiste più convenienza nel riparare la struttura danneggiata e quindi si presume che debba essere demolita e ricostruita.

Il raggiungimento di questi Stati Limite definisce la curva che individua il PAM, in riferimento ad esempio a una costruzione con vita nominale 50 anni.
In realtà è necessario calcolare esclusivamente gli stati limite SLV e SLD in quanto gli altri valori sono calcolati in modo semplificato o assegnati dalla normativa in modo convenzionale.

[...] 

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di S.T.A. DATA
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