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YONA FRIEDMAN EXPERIENCE|Roma, una mostra sull’architetto, urbanista e designer ungherese
del 10/04/2017

13 APRILE CONVEGNO E INAUGURAZIONE MOSTRA
a cura di Emmanuele Lo Giudice 
alla Casa dell’Architettura dal 13 al 28 aprile

Giovedì 13 aprile alla Casa dell’Architettura si terrà il convegno e l’inaugurazione della mostra Yona Friedman Experience|Roma, curata dall’architetto Emmanuele Lo Giudice, in collaborazione con TIPO design.

La mostra presenta, oltre ad alcuni disegni e video di Yona Friedman, dei preziosi contributi di Franco Purini, Juan Herreros, Juan Miguel Hernández León, Josè Juan Barba, dell’artista Carlos Garaicoa  e di tanti altri.


Verranno inoltre realizzate, grazie al sostegno di Magifer, due sedie (i primi oggetti di design del grande architetto franco-ungherese) e una grande struttura composta da 108 cerchi in metallo di 120 cm di diametro l'uno, collegati tra loro, applicando la Space-Chain Techniques di Yona Friedman.
La struttura sarà installata, nel giardino dell’Acquario Romano, da Emmanuele Lo Giudice in collaborazione con un gruppo di studenti del corso triennale di Habitat Design di Quasar Design University, nel corso del workshop di mercoledì 12 aprile.

La mostra, resterà aperto dal 13 al 28 aprile (tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19).

Yona Friedman, architetto, urbanista, designer, intellettuale a tutto tondo, è nato a Budapest nel 1923. Molto noto fin dagli anni ’50 per le sue proposte sperimentali sulla città, la sua ricerca è stata interpretata come semplicemente “utopista” e quindi solo con valenza poetica e teorica. Oggi, dopo anni di fraintendimento ed inadeguata comprensione del suo pensiero, il suo approccio è stato ampiamente rivalutato e costituisce un sicuro riferimento per molti progettisti contemporanei, acquistando il valore di una rivelazione. Un ponte verso una nuova visione architettonica.



Il motivo di questo oblio e della attualizzazione del suo pensiero rivoluzionario lo spiega Friedman stesso: «Il problema credo consista nella lettura superficiale che ne è stata fatta nei primi anni '60. Sono stati cioè trascurati tutti gli aspetti politici, sociali e comunicativi che vi erano implicati. Ho scritto libri come "L'architettura mobile" e "Utopie realizzabili" proprio per articolare compiutamente le mie teorie. Grazie allo sviluppo della tecnologia quelle proposte sono sempre più facili da realizzare e l’unica utopia da risolvere resta la raccolta del denaro necessario, ma questo è un problema per qualunque progetto di architettura (…) centrali sono gli abitanti e l’uso degli edifici. Sono meno interessato agli architetti, me compreso: gli architetti e gli urbanisti non sono più degli artisti o quelli che prendono delle decisioni, ma solo dei pubblici servitori. Gli abitanti non devono essere considerati solo some dei consumatori, ma come dei professionisti altamente specializzati ed esperti in materia di habitat e, di conseguenza, devono essere coinvolti nella determinazione di ogni progetto. La realtà dipende sempre dall'immaginazione delle persone».

Aprirà il convegno alle 16, portando i saluti, il presidente della Casa dell’Architettura Alfonso Giancotti. Interverranno: Emmanuele Lo Giudice, Josè Juan Barba, Franco Purini, Luca Galofaro e Vanni Pasca. Seguirà la tavola rotonda e l’inaugurazione della mostra. 

La partecipazione all’evento riconosce 3 crediti formativi agli iscritti.

 

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di Ordine degli Architetti di Roma
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