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Correttivo Codice Appalti, Ingegneri: non si rimetta in discussione l’obbligo del Decreto Parametri
del 03/04/2017
Doccia fredda per i professionisti tecnici dopo la pubblicazione del Parere del Consiglio di Stato allo Schema di Decreto Correttivo del Codice Appalti.
Le segnalazioni del Consiglio di Stato rimettono in discussione alcuni dei punti che i professionisti tecnici davano ormai per confermati generando forte preoccupazione per la categoria.
 
DM PARAMETRI. Torna infatti ancora sotto la lente “l’obbligatorietà, per le stazioni appaltanti, di utilizzare il Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016)” per determinare i corrispettivi nelle gare di progettazione.
Secondo Palazzo Spada infatti “non può imporsi in modo cogente alle stazioni appaltanti l’utilizzo degli onorari professionali approvati con decreto ministeriale”.

A ribadire le motivazioni della battaglia che gli ingegneri assieme alle altre professioni tecniche avevano fatto all’indomani della pubblicazione del D.Lgs n.50/2016, le dichiarazioni dell’ing. Michele Lapenna, Consigliere Tesoriere del CNI, con delega ai Lavori Pubblici.
 
Secondo Lapenna “Il parere ricorre nuovamente nell'errore di considerare la base d'asta come una tariffa inderogabile mentre si tratta della determinazione di un corrispettivo sottoposto a gara e conseguentemente a ribasso alla stregua del prezzo di una qualsiasi lavorazione.”
“Appare inaccettabile considerare vigenti i tariffari delle opere e non avere un riferimento certo per le basi d'asta delle prestazioni intellettuali.
Occorre ricordare - sottolinea Lapenna - che la base d'asta rappresenta il riferimento essenziale per la determinazione della procedura di gara da porre in essere per cui un’eventuale eliminazione dell’obbligatorietà di utilizzo del Decreto Parametri lascerebbe alle Stazioni Appaltanti la più ampia discrezionalità della stima dell’importo da mettere a base di gara, eliminando quindi qualsiasi elemento oggettivo di garanzia e trasparenza come ribadito più volte e ripetutamente dall'ANAC.
“Il parere espresso rischia - secondo il Consigliere CNI - di mettere in crisi uno degli elementi fondanti del nuovo Codice e cioè la centralità del Progetto nella realizzazione delle Opere Pubbliche. La centralità della progettazione e la sua separazione dalla Esecuzione viene ribadita dallo stesso CDS per quanto attiene alle aperture previste nel Correttivo, all'articolo 59 del Codice, all'Appalto Integrato laddove il CDS conferma le perplessità da noi espresse.
Il Consiglio Nazionale Ingegneri si augura quindi che non si tenga conto del parere per quanto attiene all'articolo 24 del Codice"

PROGETTAZIONE INTERNA ALLE PA.
Altro punto caldo quello della progettazione interna alle PA.
Per i giudici del Consiglio di Stato “vanno valorizzate le professionalità interne alle pubbliche amministrazioni, fissando la priorità della progettazione interna rispetto a quella esterna e riconsiderata l’introduzione dell’obbligo di iscrizione all’Ordine professionale per i progettisti dipendenti pubblici”.
 
Sull’argomento Lapenna fa presente che in questo caso l'osservazione del CDS sarebbe in contrasto con la legge delega che, superando quanto previsto dalla precedente normativa, tende a ridefinire il ruolo della PA all'interno del processo di realizzazione delle opere pubbliche affidando ai tecnici interni l’importantissimo ruolo del controllo dalla fase di programmazione a quella di esecuzione.
 
Infine sulla proposta del Consiglio di stato di riconsiderare l’obbligo di iscrizione all’Ordine professionale per i progettisti della PA, l’ingegner Lapenna ricorda che “il parere sembra ignorare le modifiche apportate dal DPR 137/2012 agli Ordinamenti Professionali Italiani e all'importanza, segnalata dal Rete delle Professioni Tecniche e recepita dal governo, dell'aggiornamento professionale obbligatorio previsto dalla nuova normativa. Non condivisibile a tale proposito il presunto aggravio che ne deriverebbe alle Stazioni Appaltanti dalla iscrizione all'Ordine valutato mediamente attorno ai 100 euro annuo”

    

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di Redazione INGENIO
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