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Crolli strutturali e responsabilità del progettista: la Cassazione fa chiarezza sulle tempistiche
del 29/03/2017

Importante sentenza della Cassazione per ingegneri, architetti e geometri: il progettista è imputabile di un crollo dovuto a suoi errori solo se non ha rispettato le norme tecniche in vigore al momento del suo intervento

Perché si configuri una diretta responsabilità del professionista progettista (ingegnere, architetto, geometra) in relazione ad un crollo di edificio dovuto ai suoi errori, ci deve essere il non rispetto delle norme tecniche vigenti all'epoca della costruzione. Lo ha stabilito la Cassazione nell'importanze sentenza 15138/2017 del 27 marzo.

La decisione fornisce a tutti i professionisti tecnici indicazioni chiarissime su come orientarsi in caso di problematiche: per valutare i carichi del fabbricato - precisano i giudici supremi - è fondamentale considerare le regole tecniche vigenti al momento della progettazione, e quindi nessuna valutazione sulla correttezza del progetto e sulla colpa del professionista potrà essere fatta su regole successive che non potevano essere conosciuti al momento della progettazione.

Nel caso di specie, la stima del carico che ha portato alla condanna di un progettista per il crollo strutturale del muro portante di un edificio andava valutata dai consulenti del PM secondo le norme vigenti "all'epoca dell'ampliamento del piano terreno", ovverosia il 1964, mentre in Appello ci si era basati, per la condanna, su un decreto ministeriale del 1987. Secondo la Cassazione, quindi, per valutare correttamente la situazione, le tabelle di carico da prendere in considerazione erano quelle del 1964, poichè quello che in seguito al DM del 1987 "era considerato notevolmente instabile in epoca precedente era staticamente regolare".

Lo snodo cruciale è tutto qui, poiché il riferimento temporale delle norme tecniche incide completamente sulla determinazione della colpa: il progettista quindi non è colpevole se, all'epoca dei fatti, aveva applicato le norme vigenti, non potendo egli prevedere gli standard tecnici del futuro.

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di Redazione Ingenio
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