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Responsabilità solidale negli Appalti: si torna al vecchio regime
del 20/03/2017

Responsabilità solidale negli Appalti: in Gazzetta il decreto-legge che 'disinnesca' il Referendum. Cancellato il principio della preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore: ci si potrà rivalere verso il committente o verso ciascuno dei subappaltatori. Aboliti i voucher

Con un decreto-legge (il n.25 del 17 marzo) 'partorito' velocemente e subito pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Governo ha di fatto disinnescato il Referendum proposto dalla CGIL sul lavoro, coi due quesiti - fissati per il 28 maggio - ormai inutili visto che il provvedimento cancella i voucher e riporta la responsabilità solidale negli Appalti al vecchio regime.

Con riferimento alla disciplina in materia di appalti di opere e servizi, il provvedimento mira a ripristinare integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati.

Cassate, quindi, le norme che limitano la responsabilità convisa, col decreto che ripristina integralmente la responsabilità solidale tra appaltatore e committente, cancellando l'obbligo di preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore. In parole povere: non c'è più l'obbligo, da parte di "chi deve avere i soldi", di aggredire prima il patrimonio dell'impresa individuale prima di rivolgersi alle altre aziende obbligate dal vincolo di solidarietà.

Questa 'mossa' del Governo non è piaciuta per niente all'Ance. "Le garanzie dei lavoratori non venivano assolutamente ridotte con la norma attuale - è il parere del presidente Buia -. E' un passo indietro che danneggia le imprese corrette". Per l'Ance, infatti, l'abrogazione dell'obbligo di chiamare in causa tutte le imprese coinvolte nel vincolo di solidarietà lede il diritto delle imprese regolari e corrette di conoscere da subito l'avvio di eventuali azioni giudiziarie, a tutela anche dei lavoratori. E il debitore principale viene ulteriormente deresponsabilizzato.

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di Redazione Ingenio
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