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Smart City: in Sardegna, Huawei crea un centro d’avanguardia per l’innovazione
del 09/01/2017
Il colosso cinese Huawei punta sull’Italia per dare vita al primo Joint Innovation Center e sviluppare nuove tecnologie sul tema delle Smart City.
 
Dopo la firma dello scorso marzo (2016) tra Huawei, Regione Sardegna e CRS4, il nuovo centro d’innovazione localizzato vicino a Cagliari è stato inaugurato lo scorso 19 dicembre.
 
Il nuovo Joint Innovation Center, creato con il CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna) all’interno del parco scientifico e tecnologico di Pula, rappresenterà un vero e proprio laboratorio di innovazione con l’obiettivo di sviluppare tecnologie e progetti di ricerca sulle Smart & Safe City coinvolgendo partner locali, istituti di ricerca e università della Sardegna.
Molte le risorse di cui potrà disporre: ben 20 milioni di euro sarà l’investimento proveniente da Huawei mentre 2,6 milioni saranno quelli provenienti dalla Regione.
 
DALL' ANTITERRORISMO ALL'ASSISTENZA SANITARIA - L’obiettivo del progetto è la realizzazione di un’infrastruttura sperimentale in cui verranno sviluppate nuove tecnologie per la connettività diffusa a scala metropolitana, funzionale allo sviluppo di modelli matematici volti a risolvere problematiche legate alle Smart e Safe City, la sperimentazione di sensoristica diffusa per l’acquisizione di grandi moli di dati che saranno gestiti attraverso lo sviluppo di architetture per OpenData e BigData, la sperimentazione di sistemi per la sicurezza e lo studio dei sistemi e-LTE di nuova generazione. Il JIC collaborerà con alcuni dei più importanti laboratori di Huawei sparsi nel mondo e acquisirà competenze sulle tecnologie di ultima generazione in ambito LTE e sullo sviluppo di nuove soluzioni, tra cui il 5G. Gli obiettivi principali del laboratorio saranno: 
 
  • La realizzazione dell’infrastruttura del JIC attraverso la sperimentazione, prima in ambienti indoor e poi sul campo in alcuni quartieri nella città di Cagliari, di tecnologie di rete innovative volte a migliorare la connettività diffusa su scala metropolitana; la messa in opera di infrastrutture di comunicazione a larga banda scalabili, standardizzate e aperte; la creazione di metodi e modelli standardizzati per la messa in opera di sensoristica distribuita al fine di acquisire e controllare dati di interesse pubblico.
  • La sperimentazione per la gestione globale della sicurezza pubblica all’interno di una città (Safe City), incluse le attività anti-terrorismo, la gestione di incidenti e disastri, catastrofi naturali e l’assistenza sanitaria pubblica.
  • La sperimentazione e-LTE di nuova generazione. Dopo la realizzazione della rete eLTE che servirà come base del progetto, la sperimentazione prevede l’esecuzione dei test per l’evoluzione della tecnologia, l’utilizzo dei sistemi che permettono di ripristinare la connessione di rete in situazioni di emergenza, un sistema di comunicazione a banda larga privato, la tecnologia 4G LTE, con possibilità di sperimentare nuovi standard 5G. 
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di Stefania Alessandrini
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