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Piano Casa: anche il Veneto proroga al 2018
del 22/12/2016

Anche se la scadenza originaria era prevista al 10 maggio 2017, il Veneto anticipa e proroga a fine 2018 chiarendo che gli interventi possono derogare alle distanze minime dei regolamenti comunali, ma non a quelle statali

Il Piano Casa, in Veneto, andrà avanti (almeno) fino a tutto il 2018. Lo ha stabilito il Consiglio regionale, prorogando le misure di sgravio con largo anticipo sulla scadenza originale del 10 maggio 2017. L'importante chiarimento aggiuntivo del Consiglio è che gli interventi possono derogare alle distanze minime dei regolamenti comunali, ma non a quelle statali. Questo chiarimento si è reso necessario a causa dell'alto numero di contenziosi - soprattutto sulle distanze minime in edilizia - sorti nell'ultimo periodo (recente sentenza del Tar Veneto).

Secondo il consigliere regionale Andrea Bassi, "la norma di deroga alle distanze previste dai piani e dai regolamenti comunali e che imponeva di rispettare le sole distanze previste dalla legge statale è rimasta tale e quale sia nella prima edizione del Piano Casa (2009), sia nella seconda (2011), sia nella terza (2013). Le circolari applicative emanate dalla Giunta Regionale di tutte e tre le edizioni hanno sempre confermato in maniera inequivocabile che il senso della norma era quello. Addirittura il Tar stesso già sei volte, prima della sentenza dell'ottobre 2016, aveva sposato tale linea”.

Proprio in virtù di quanto ‘rivoluzionato’ dal Tar a ottobre 2016 ("in contrasto non soltanto con le predette indicazioni regionali, ma anche con la sua stessa giurisprudenza precedente, sostenendo che tutti i progetti relativi al Piano Casa dovessero rispettare le distanze tra edifici stabilite dagli strumenti urbanistici e dai regolamenti edilizi comunali e non, come accaduto fino ad oggi, solo le distanze indicate dalla legge statale”) secondo Bassi questa proroga - avvenuta tramite emendamento - consente “al Consiglio Regionale di riappropriarsi della facoltà di interpretare le norme da esso approvate: questa azione permette di dissipare ogni dubbio sul senso della stessa e contribuisce ad evitare la paralisi del settore edilizio, già fiaccato da un decennio di crisi, che nel Piano Casa ha trovato uno strumento che gli ha permesso di sopravvivere”.

I numeri del Piano Casa in Veneto
Confartigianato Imprese Veneto ha pubblicato inoltre alcuni numeri aggiornati (dati Osservatorio Edilcassa Veneto sul Piano Casa):

  • il piano casa ha garantito di tenere in vita 8.000 imprese e 14.000 posti di lavoro;
  • è stato utilizzato dal 22% delle imprese edili venete;
  • ha movimentato lavori mediamente compresi tra 30 e 40 mila euro per singolo intervento;
  • è stato utilizzato da poco più del 4% delle famiglie, valore che scende al 2% nei capoluoghi di provincia e sale al 10% nei comuni delle aree diffuse;
  • gli incrementi volumetrici medi sono stati pari a 160mc per singolo intervento nel settore residenziale (nel non residenziale questo valore sale a 650 mc);
  • l’impatto ambientale è stato pressoché nullo, così come l’impatto urbanistico: si tratta in media di 4 interventi per kmq, pari ad una volumetria di 640 mc;
  • l’impatto urbanistico complessivo, dall’inizio dell’uso del piano casa, è valutabile in poco più di 12 milioni di mc complessivi, a fronte di 48 milioni di mc di nuova edilizia residenziale approvati dai comuni nello stesso periodo.
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