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Scia 2 in Gazzetta: tutte le modifiche al Testo Unico dell'edilizia
del 29/11/2016

La nuova disciplina sulle autorizzazioni (scia 2) individua le operazioni per ogni procedimento: dall'11 dicembre scatteranno le modifiche al DPR 380/2001 con il passaggio da sette a cinque titoli edilizi e l'ampliamento dell'edilizia privata.


Il decreto Scia 2 sarà operativo dal prossimo 11 dicembre, quando scatterà l'entrata in vigore della disposizione pubblicata in Gazzetta il 26 novembre scorso: a differenza dagli articoli della Legge Madia dichiarati incostituzionali dalla Consulta, infatti, il d.lgs 222/2016 si 'salva' perché, attuando l'art.5 della Riforma PA (legge 208/2015), l'espresso obbligo di intesa con Regioni ed enti locali, in Conferenza unificata, essendo la materia di competenza concorrente Stato-Regioni. Tale intesa, appunto, sulla bozza di decreto Scia 2, ha ottenuto con l'Unificata nella seduta del 29 settembre scorso e pertanto è legittima.
Nello specifico, il decreto provvede alla mappatura completa e alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento. Prevista, inoltre, la semplificazione dei regimi amministrativi in materia edilizia.

Come cambia il Testo Unico dell'Edilizia

Il decreto SCIA 2 rinnova, in 16 articoli, il Testo Unico dell'Edilizia (dpr 380/2001): le novità principali, che potete trovare nello specifico nel Testo Coordinato tra decreto SCIA 2 e 'vecchio' Testo Unico - sono semplificazione dei regimi abilitativi edilizi, che saranno cinque: libera, Cila, Scia, permesso, permesso in alternativa alla Scia.

A essere 'toccato' di più è l'art.6 del Testo Unico (Attività edilizia libera), che conterrà solo gli interventi del tutto liberi, senza comunicazione (a eccezione delle "opere dirette a soddisfare obiettive esigenze temporanee"), che si arricchiscono delle tre fattispecie indicate sopra (pavimentazioni e spazi esterni, pannelli solari, aree ludiche senza fini di lucro).

Viene introdotto inoltre l'articolo 6-bis con gli interventi soggetti a CILA, fattispecie residuale e non più 'concretezza': vi rientrano tutti gli interventi che non siano liberi o che non siano soggetti a Scia o permesso di costruire. Di conseguenza cambia anche l'articolo 22, che ora elenca i casi concreti soggetti a Scia: manutenzione straordinaria pesante, restauro e risanamento conservativo pesante (le versioni "leggere" sono entrambe con Cila, per "residualità"), ristrutturazione edilizia leggera, e poi le varianti al permesso di costruire "leggere" (commi 2 e 3). Infine, viene modificato l'articolo 23 (Super-Scia al posto della Super-Dia), oltre a molte altre piccole modifiche sparse.

Ricapitolando, sono tre le tipologie di interventi edilizi minori che potranno essere fatti in attività libera, ossia senza alcuna comunicazione (oggi serve invece la Cil):

• opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, entro l'indice di permeabilità;
• installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici (fuori dai centri storici);
• aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo nelle aree pertinenziali degli edifici.

SCIA 2: la tabella di riferimento e le conseguenze potenziali del Referendum
La tabella A - Allegato del Decreto SCIA 2 contiene l'elenco dettagliato di tutte le attività soggette ad assenso pubblico in materia di:

• commercio (su aree private, su aree pubbliche, alimenti e bevande, strutture ricettive, etc..);
• edilizia privata (dalle manutenzioni ai grandi interventi);
• ambiente (Via, Aia, rifiuti, dighe, etc..).
Per ogni provvedimento, quindi, la tabella indica quello che serve: comunicazione, SCIA, provvedimento espresso, se scatta il silenzio-assenso. Si fa, quindi, chiarezza, con l'adeguamento da parte di regioni e comuni obbligatorio entro il 30 giugno 2017, con le norme nel frattempo in vigore dopo la pubblicazione in GU. E' chiato che sulle riduzioni di differenze tra norme locali e nazionali entrerà a gamba tesa il risultato del referendum del 4 dicembre: in caso di vittoria del No, restiamo in regime di norme locali concorrenti, con lo Stato a dettare i principi fondamentali e questa tabella a stabilire regole di mero principio. Se passa il Si, invece, il governo del territorio diventa esclusiva materia statale: le regole del nuovo Testo Unico e della Scia 2, cioè, saranno vincolanti per tutti.

Glossario unico in edilizia
E' previsto, infine, un glossario unico in edilizia, per spiegare a tutti quale procedura serve per i singoli e pratici casi di piccoli lavori (ad esempio l'apertura di una finestra o la copertura di un terrazzo). Lo stabilirà un decreto del MIT, da emanare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto SCIA 2, previa intesa con la Conferenza Unificata
 

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di Redazione
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