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Regolamento edilizio unico: c’è l’intesa in Conferenza Unificata
del 21/10/2016

Sancito l’accordo sul regolamento edilizio standard, confermato l’anno di tempo per l’entrata a regime, le 42 definizioni e l’indice a cui i comuni dovranno attenersi per redarre i regolamenti

Il regolamento edilizio unico c’è, ed è confermato. L’intesa finale è arrivata ieri in Conferenza Unificata, dove è stata confermata l’ossatura di base, contenente le 42 definizioni standard e l’indice cui i comuni dovranno attenersi per la redazione dei regolamenti.
Quanto alle 42 definizioni (contenute nell’Allegato A), trattano in pratica tutte quelle comuni, dalla “superficie netta alla “superficie utile”, dal “soppalco” alla “sagoma”, oppure anche solo “l’altezza dell'edificio”. L’allegato B elenca invece 118 norme statali che hanno un impatto sull'edilizia: nel nuovo regolamento comunale, in ogni caso, qualsiasi norma statale viene richiamata esclusivamente attraverso il rinvio all'Allegato B.
Questi due, comunque, non potranno modificare le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici in vigore: nelle more del recepimento del regolamento, regioni e comuni potranno effettuare degli adattamenti in base alle loro caratteristiche e specificità territoriali.

Regolamento edilizio: struttura del documento?
Il regolamento si articola in due parti: 
1) Principi generali e disciplina generale dell'attività edilizia;
2) Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia.
Tra i princìpi generali saranno compresi la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.
Le disposizioni regolamentari comunali conterranno invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In ogni caso legge bisognerà perseguire gli obiettivi di semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.

I termini (e il paradosso) del regolamento edilizio?
Confermati i 180 giorni (termine massimo) per adeguarsi da parte delle regioni: se queste recepiscono lo schema di regolamento, il comune è anch'esso obbligato ad adottarlo entro i successivi 180 giorni. In assenza di recepimento ufficiale, scaduti i sei mesi, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) “trovano diretta applicazione”. Se invece fossero le regioni a non adeguarsi entro la loro scadenza - il vero problema è che non sono previste sanzioni - il comune può recepire il regolamento ma non è obbligato a farlo.  

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