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Ingenio al Femminile: l'innovazione è una sfida che si gioca allattacco
del 12/10/2017
La tavola rotonda pomeridiana di “Ingenio al femminile” è stata dedicata all’innovazione e al coraggio del pensiero visionario.
 
“Davanti abbiamo la sfida dell’innovazione. Una sfida che non si può affrontare in difesa ma all’attacco”. Con questo messaggio perentorio Giovanni Cardinale, Vicepresidente del CNI, ha aperto i lavori pomeridiani di “Ingenio al femminile”, coordinati dalla giornalista Paola Pierotti.
 
Per Anna Osello del Politecnico di Torino l’innovazione è pane quotidiano anche in un campo apparentemente lontano come quello del disegno. “Utilizzare strumenti all’avanguardia per poter fare di più e comunicare in maniera diversa le idee – ha detto -. Le nozioni sono da incrementare, le passioni vanno trasmesse. Le nuove tecnologie funzionano se si sommano le competenze di tutti in maniera interoperabile”.
Di introduzione delle nuove tecnologie negli appalti pubblici ha parlato Pietro Baratono, Provveditore interregionale OOPP Lombardia ed Emilia Romagna presso Ministero Infrastrutture e Trasporti. “Il nostro corpus normativo – ha affermato - limita l’innovazione perché limita la capacità di scelta del professionista. Il nostro paese ha una PA vecchia e si è troppo a lungo appoggiato sull’opacità del sistema. Ci sono tante regole, ma inserite in un sistema derogatorio. Per riuscire serve l’interoperabilità ed è necessario adottare un linguaggio comune. Regole condivise a servizio della professione”.
 
Per Paolo Mezzalama, Co-fondatore di It’s Digital, va riscoperto il termine “dromocrazia” per descrivere la realtà odierna: “Viviamo nel regno della corsa. Pensiamo alla google car, chissà che sviluppi può avere tra vent’anni. Ciò nonostante viviamo in un mondo vecchio, sebbene la realtà offra innumerevoli strumenti innovativi”.
 
Giorgia Gorgerino, Vicepresidente Ance Giovani, ha sostenuto la necessità di avere una visione a breve e una a lungo termine, ad esempio in tema di manutenzione che deve diventare oggetto di attività quotidiana e non essere richiamata solo in caso di terremoti e calamità. “La digitalizzazione è importante in questo campo – ha detto - siamo pronti come imprese a formarci e mettere in pratica gli strumenti digitali ma deve esserci una risposta concreta da parte della PA. Puntando alla digitalizzazione possiamo fare qualcosa di concreto”.
 
Infine Paolo Cresci di Arup Group ha sottolineato come “il digitale permette di allargare la partecipazione di stakeholders non strettamente tecnici. Ciò permette di trasformare insieme a loro l’idea sviluppata. Si può lavorare su database di varia natura che rappresentano una fonte di informazioni di cui prima non disponevamo”.
 

Il dibattito è stato chiuso da Ania Lopez, Consigliere CNI, che ha affermato che il “pensiero visionario significa uomini e donne che lavorano assieme per costruire un’Italia migliore”. 

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di CNI
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