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Inaugurata una stazione fotovoltaica rivoluzionaria con sistema ottico a doppia riflessione
del 01/08/2017

E' stata inaugurata ufficialmente a Cavareno in provincia di Trento la stazione fotovoltaica sperimentale cofinanziata dal Consorzio Bim Adige e progettata dalla Trentino Rainbow Energy: un impianto fotovoltaico rivoluzionario per efficienza, costi e sostenibilità ambientale nel campo dello sfruttamento di energia solare.
Trentino Rainbow Energy, ha le sue radici negli studi universitari dei due fondatori - Paolo Decarli e Michele Tonezzer - alla facoltà di ingegneria dei materiali dell'Università di Trento, quando nel 2010 la T.R.E. viene fondata anche grazie a 150 mila euro di contributi all'avvio dell'impresa nell'ambito del bando Seed Money di Trentino Sviluppo.

La start-up parte proprio con l'obiettivo di progettare un modello innovativo di impianto fotovoltaico, con un'efficienza più che doppia rispetto ai pannelli tradizionali in silicio, a una capacità di concentrazione della luce solare di circa 600 volte, con una conseguente drastica riduzione della superficie captante e dei costi relativi. In più, il 95% dei materiali utilizzati in questo tipo di impianti è smaltibile e addirittura riciclabile, trattandosi di vetro o plastica, a differenza dei normali pannelli fotovoltaici, classificati in genere come rifiuti speciali.

La stazione installata a Cavareno è costata 230 mila euro di investimento, finanziati per metà dal Consorzio Bim Adige e per l'altra metà dall'impresa stessa, con un intervento del Comune per la concessione dell'area, la recinzione e la videosorveglianza dell'impianto. In tutto si tratta di una stazione da 8,9 kiloWatt potenza installata, con una potenzialità produttiva pari a 21 mila kilowattora: l'impianto ha cominciato a funzionare nello scorso autunno, con un monitoraggio in remoto da parte dell'Università di Ferrara, che consente già da adesso di testarne l'efficienza e l'operatività in vista di una industrializzazione del prodotto su cui la Trentino Rainbow Energy è già al lavoro. 

«Dopo altri test in Egitto, Giordania ed Emirati Arabi – spiega il cofondatore di T.R.E. Michele Tonezzer -, abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni di interesse di imprese italiane e internazionali per l'applicazione su larga scala della nostra tecnologia e, quindi, per la sua commercializzazione. L'interesse è molto forte, visto che il payback time dell'impianto si aggira intorno ai due anni e mezzo, oltre al fatto che si tratta di un sistema enormemente più produttivo ed efficiente rispetto ai pannelli fotovoltaici tradizionali.»
 
In sostanza, si tratta di un sistema ottico a doppia riflessione che concentra la luce solare su celle di dimensione molto inferiore rispetto all'area captante, con le celle stesse di dimensione ridottissime – circa un centimetro quadrato – e un'efficienza del 42% contro il 15/18% di quella del silicio tradizionale. Inoltre, l'impianto ha un sistema di inseguimento della luce solare estremamente preciso, oltre a un costo di realizzazione in termini di consumo di energia del 20% in meno rispetto ai normali pannelli, e a una quasi completa sostenibilità ambientale dei materiali utilizzati, riciclabili al 95%.

Per maggiori notizie: https://www.ladigetto.it/permalink/67375.html

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di Redazione INGENIO
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