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Edilizia scolastica: nuovo fondo immobiliare territoriale da 74 milioni
del 28/07/2017

Fondo immobiliare per l'edilizia scolastica: 74 milioni per riqualificazione e ricostruzione di scuole. Si parte da 6 comuni con linee guida operative e replicabili a larga scala

Si inizia da 6 comuni, ma l'obiettivo è l'estensione 'generale' in tutto il Paese. E' questo l'obiettivo del “Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica e il territorio”, promosso da Anci, Agenzia del Demanio, Miur e Invimit e presentato ieri a Roma nella sede Anci.

Si tratta di un fondo da 74 milioni di euro, dedicato alla riqualificazione o costruzione ex novo di edifici scolastici nei Comuni italiani che permetterà, dopo la fase iniziale dedicata a sei Comuni, di predisporre linee guida operative e replicabili per favorire investimenti e rigenerazione urbana sul patrimonio immobiliare di piccole, medie e grandi amministrazioni.

L'operazione si concretizzerà attraverso il sistema integrato di fondi immobiliari gestito da Invimit (società al 100% del Mef e capitalizzata interamente da Inail) e beneficerà dei contributi pubblici messi a disposizione dal Miur per la modernizzazione dell’edilizia scolastica. I comuni che hanno aderito a questo primo progetto pilota realizzeranno sia edifici scolastici ex novo sia rigenerazione di patrimonio, attingendo a risorse appositamente costituite.

Le cifre del progetto
Il progetto prevede l’investimento di Invimit Sgr attraverso il Fondo I3 Core Comparto Territorio con 57,8 milioni di euro di equity e dei Comuni con l’apporto di immobili per un valore di 11 milioni. A queste risorse si aggiungeranno, inoltre, i contributi del Miur pari a 5,9 milioni di euro.

I comuni coinvolti
Oltre al Comune capofila, Castel San Pietro Terme ( BO), le amministrazioni coinvolte saranno quelle di Osimo (An), Isola Di Capo Rizzuto (Kr), Robbiate (Lc), Grumolo delle Abbadesse (Vi), Monte Prandone (Ap).

Gli obiettivi principali

  1. realizzare nuovi poli scolastici innovativi riqualificando immobili di proprietà del comune dismessi o non utilizzati;
  2. rigenerare e valorizzare il patrimonio immobiliare dismesso o non utilizzato degli enti locali;
  3. puntare alla valorizzazione del patrimonio immobiliare da rendere efficiente in termini sia economici che finanziari.

I primi risultati
I primi numeri parlano di sei nuovi complessi scolastici con classe energetica A e servizi innovativi, 23.000 mq di scuole rigenerate, 18 mesi dall'avvio del Fondo per realizzare le nuove scuole, investimenti su scuole pari a 27 milioni, contributo del MIUR di sei milioni, investimenti dei comuni di 11 milioni ( derivanti da immobili dismessi o non utilizzati), effetto moltiplicatore delle risorse investite in rapporto 1/6 ( 11 milioni investiti generano investimento sul territorio di 68 milioni).

Le dichiarazioni
"Il progetto presentato - ha dichiarato il presidente dell'Anci, Antonio Decaro - riguarda solo sei comuni ma può rappresentare un modello esportabile ed efficace per riqualificare i tanti immobili inutilizzati nei nostri territori. Puntare al recupero dell'esistente con strumenti finanziari alternativi è una sfida che guarda al futuro e che Anci supporta con convinzione. Secondo le nostre stime per rimettere a posto le scuole servono 8 miliardi: 5 per la messa a norma e 3 per la sicurezza sismica".

Per il sottosegretario all'Istruzione, Vito De Filippo, "la collaborazione tra Governo centrale e amministrazioni locali e tra pubblico e privato è l'elemento centrale di questo progetto».

"Stiamo definendo - ha dichiarato il direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi - molti accordi con enti locali e pubbliche amministrazioni per utilizzare lo strumento del fondo comune d'investimento per innescare operazioni di rigenerazione urbana su tutto il territorio nazionale".

DOCUMENTI DISPONIBILI E SCARICABILI

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di Redazione Ingenio
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