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Competenze certificate in ambito BIM: lo stato dell'arte e prospettive future
10/10/2017
Paola Ronca
Alessandro Zichi

Gli autori vogliono dare un contributo di chiarezza sull’attuale stato dell’arte in tema di certificazione professionale in ambito BIM. In un precedente articolo degli autori, apparso su questa testata, si è presentato un quadro sintetico dell’attuale avanzamento sovranazionale a livello normativo ed istituzionale per l’utilizzo corretto di procedure “BIM oriented”.

Molto spesso il riferimento è all’iniziativa e lavoro di enti pubblici con l’intento di normalizzare, guidare e facilitare l’uso sempre più consapevole di strumenti e metodi digitali, applicabili in modo integrato-interoperabile, alle varie fasi ed aspetti progettuali e gestionali di una opera, ricada essa negli ambiti edili, civili, infrastrutturali.

Sulla base quindi di iniziative di carattere pubblico e governativo, e di associazioni professionali sono nate diverse BIM Guides, con direttive per l’uso del BIM, databili ormai da circa 10 anni. Paesi come l’America, il Canada, il Regno Unito, i Paesi Scandinavi, Singapore sono tra quelli più avanzati, e dove quindi anche a livello di “ruoli certificati” si sono proposte procedure per conseguimento di certificazioni riconosciute, anche se ancora molto spesso dibattute. Sono ricorrenti interviste e articoli, tratti da Forum Internazionali, in cui è aperto, ad esempio, il dibattito sulla figura certificata del “BIM Manager”: quale deve essere il percorso per qualificarne la figura, quali i requisiti minimi, può essere considerato come la diretta modernizzazione del “CAD Manager”, o piuttosto, essendo preposto ad operare a livello direzionale in un team articolato, deve avere competenze più ampie per coordinare processi e dati integrati nelle BIM Standards in adozione.

Per garantire questo nuovo specifico campo di professionalità sono ormai attive da circa 10 anni procedure di certificazione, essenzialmente diversificando le tre diverse figure di “BIM Specialist” “BIM Coordinator” “BIM Manager”.

Si può citare, come esempio, l’AGC Certificate of Management – Building Information Modeling (CM-BIM) dell’AGC of America, che già nel 2011 richiede tra i pre-requisiti, per accedere all’esame di ottenimento del Certificato, la frequenza di 4 diversi corsi.

La BRE Academy in UK, al fine di riconoscere il titolo di BIM Accredited Professionals, prevede la formazione in aula come elemento propedeutico per l’ammissione all’esame finale per attività specifiche del BIM Management, quali i processi, la gestione delle informazioni, la scelta degli strumenti sia per i modelli che il CDE (Common Data Environment), nonché una approfondita conoscenza delle normative e i regolamenti in ambito di BIM.

Nell’ambito della formazione come “BIM Specialist” si cita, a titolo di esempio, la procedura finalizzata all’ottenimento del titolo di Autodesk’s Certified Professionals o User in software specifici quali Revit, CIVIL 3D, Maya, in cui, tra i prerequisiti, vi è il corso di formazione presso un ATC (Autodesk Training Center), oltre lo svolgimento di attività pratica e superamento dell’esame finale.
Anche a livello nazionale il dibattito si sta aprendo; esistono proposte per definire le procedure per la certificazione di esperti BIM, il tutto però ancora su base volontaria.

Sintetizzando lo stato di fatto oggi nazionale, sono indubbiamente fondamentali gli ormai ben noti traguardi:

- Emanazione il 19 Aprile 2016 del nuovo Codice degli Appalti
- Istituzione di Commissione (Commissione Baratono) presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il compito di definire modalità e tempi della progressiva introduzione dell’obbligatorietà del BIM nelle Opere Pubbliche.
- Stesura ed emanazione della norma UNI 11337.

Riteniamo che questi “traguardi”, siglati dall’autorevolezza dell’ente pubblico, siano di stimolo per una sempre più attenta consapevolezza del mondo professionale verso l’uso del BIM; sicuramente stanno producendo, come avviene a livello internazionale, maggiore attenzione nella definizione di figure professionali competenti in ambito BIM, con riconoscimento della preparazione tecnica e formativa degli operatori. E’ ormai assodato che, sia ci si riferisca ad un professionista responsabile delle procedure digitali di modellazione in una piccola società di progettazione, o responsabile della implementazione strategica di gestione BIM in una grande società, il titolo certificato può aver valore solo se veramente garantisce sistematicità nelle procedure, comprovate capacità, creatività e rigore tecnico da riversare nel proprio ruolo.

Come precedentemente citato attraverso esempi, si riscontra che sono sempre presenti a livello internazionale nel percorso richiesto dagli Enti di Certificazione i due requisiti obbligatori, cioè sia di frequenza di un monte ore di didattica e sia di dichiarazioni di attività pratiche eseguite.

Riferendoci inoltre ad esempi, in ambiti professionali diversificati, per certificazioni già operanti nel nostro paese, quale quello dei “Tecnici competenti in acustica” (pubblicato su Gazzetta Ufficiale) o dei tecnici certificatori energetici quali CENED (in specifici casi), si richiede, oltre alla documentata attività specifica professionale, il superamento di esame finale, e lo svolgimento di corsi svolti secondo contenuti e schemi definiti come prerequisito per l’ammissione. Per quanto riguarda gli esperti per la gestione dell’energia, EGE in ambito nazionale, nonché per LEED AP in ambito internazionale, è richiesto lo svolgimento di corsi secondo specifici contenuti per il mantenimento e il rinnovo della competenza.

Con questa doverosa introduzione, ci si vuole inserire nel dibattito che si sta affrontando, soprattutto a livello della norma UNI 11337, sulla definizione di procedure per la certificazione delle competenze in ambito BIM.

Esistono già proposte, che, come accennato precedentemente non possono che essere ancora su base volontaristica, che in parte riprendono esempi esistenti a livello internazionale, in particolare individuando fondamentalmente tre figure: BIM SPECIALIST, BIM COORDINATOR, BIM MANAGER e ne definiscono per ciascuna i requisiti minimi.

In particolare sarà fondamentale, per la definizione dei criteri e prerequisiti, l’emanazione del testo del la parte 7 della UNI 11337: Requisiti di conoscenza, abilita? e competenza per le figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi; unitamente alla parte 8: Organizzazione delle figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi.

In attesa che venga concordato ed emanato tale testo, alcuni enti certificatori stanno già predisponendo delle Linee Guida e procedure per definire i percorsi di CERTIFICAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE BIM e degli ESPERTI BIM.
Ribadiamo, per chiarezza, che tali proposte sono ad oggi su base volontaristica e la “Certificazione” rilasciata al singolo professionista a conseguimento dell’iscrizione, partecipazione e superamento della prova di esame non può ancora avere validità ufficiale.

Essendo apparse alcune proposte su questa testata, viene qui riportata, a livello di schema riassuntivo dei requisiti minimi richiesti, la proposta elaborata da SACERT (Associazione senza fini di lucro che opera nel settore della certificazione delle competenze in conformità con la UNI EN ISO 17024 per le figure del tecnico certificatore energetico e dell’esperto in gestione dell’energia), per la certificazione su base volontaria, della figura di “BIM Coordinator” e “BIM Manager”; si sottolinea che, in sintonia con quanto viene richiesto a livello internazionale e anche a livello nazionale per altri tipi di certificazioni, fra i requisiti minimi per il mantenimento e il rinnovo della competenza viene richiesta la frequenza a corsi specifici in ambito BIM. Come di seguito evidenziato, per l’ammissione all’esame di valutazione delle competenze, la frequenza di un percorso formativo specifico sul BIM riduce gli anni di esperienza professionale che un professionista deve dimostrare.
I professionisti che aderiranno a questa iniziativa avranno una certificazione di terza parte sulla propria conoscenza in ambito BIM che li distinguerà sul mercato per la qualità del loro operato non solo per gli ambiti di modellazione ma anche di BIM Management.

In questa prima fase gli operatori BIM saranno certificati sulla base di regole e requisiti minimi definiti da SACERT.
Al fine di garantire massima trasparenza, l’obiettivo di SACERT è comunque di allinearsi con le regole che saranno definite dalla norma UNI 11337 parte 7, precedentemente citata, di prossima pubblicazione e di richiedere, non appena sarà possibile, l’estensione dell’accreditamento ad ACCREDIA anche per queste figure professionali.
La certificazione è rilasciata a seguito del superamento positivo di un esame che si compone di una prima prova scritta con domande a risposta multipla, una seconda prova scritta con un tema aperto su un caso pratico ed una prova orale.
Per quanto riguarda la durata della certificazione rilasciata da SACERT è quinquennale ed è soggetta a una sorveglianza annuale.
Non appena sarà pubblicata la norma di riferimento sopra citata, SACERT si adeguerà avviando il processo di accreditamento da parte di ACCREDIA. Per i tecnici che si saranno già certificati da SACERT nella fase transitoria saranno offerti gratuitamente, da parte di SACERT, dei seminari di aggiornamento e, nell’eventualità, saranno gestiti gli esami integrativi.

Di seguito i due percorsi, rispettivamente per “BIM Coordinator “e BIM Manager”:

I requisiti minimi per l’accesso all’esame, le modalità e gli argomenti d’esame così come i costi sono definiti nei documenti di riferimento che si possono scaricare dal seguente sito: www.sacert.eu.
 

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