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D'Oriano: Un uomo solo al comando…ancora per poco
30/06/2017
Vittorio D'Oriano
Nel corso di questi ultimi mesi il Presidente del Consiglio Nazionale Franco Peduto ha reso pubblica una lettera scritta per stigmatizzare i contenuti di un articolo a firma del prof. Piero Farabollini dell’Università di Camerino comparso su Cronache Maceratesi.it. Il dr. Peduto fortunatamente citava per intero il passaggio che egli stigmatizzava con grande virulenza e determinazione: “Ma come da sempre sta succedendo la geologia è solo una mera, a detta di molti amministratori, perdita di tempo e di denaro. Troppi se e troppi vincoli non sono popolari! E lo conferma anche il fatto che stimati colleghi geologi che ricoprono cariche istituzionali importanti – vedasi tra l’altro le recenti dichiarazioni dell’attuale Presidente del CNG – non sono in grado di far comprendere il ruolo fondamentale della geologia e delle geoscienze”.
 
Francamente non si capisce, neanche a molti giorni di distanza, la ragione di tanta virulenza che vedeva, per la prima volta nella storia ordinistica dei Geologi, intervenire pubblicamente, con inusitata violenza verbale, il Presidente del CN nei confronti di un collega autorevole e stimato come Piero Farabollini.
A me sembra che nelle parole di Farabollini non ci sia uno sconveniente attacco a Peduto nelle funzioni da lui ricoperte e al consiglio che si onora di presiedere. L’attacco quindi non solo appare gratuito ma addirittura malevolo. Certamente spropositato.
Ho atteso qualche tempo prima di esternare le mie considerazioni per vedere se dal fronte dei Presidenti Regionali, così solerti in altre stagioni a sostituirsi al CN, venisse qualche presa di posizione a cominciare ovviamente da quello delle Marche. Invece ha regnato il silenzio. Eppure questo consesso aveva il dovere, secondo il mio modo di sentire, di intervenire. Ma non l’ha fatto forse perché i più condividono la sparata di Peduto oppure perché non ritengono sia grave o, ancora, perché non hanno il coraggio di contrapporsi all’uomo solo al comando. Infatti, rileggendo il passo incriminato, a me pare che Farabollini abbia citato Peduto tanto per rafforzare la causale del suo ragionamento dove esprime tutta la sua contrarietà alla miopia della politica; soprattutto a quella politica che cerca con ogni mezzo di marginalizzare la geologia, supportata in questo anche da tanti autorevoli esponenti del CSLLPP che, al grido di tutto mio, cercano di appropriarsi anche degli aspetti propri delle geoscienze. E il CN ovvero il suo Presidente è menzionato appunto solo di risulta.
Ciò detto, e non mi dispiace dirlo, il Presidente del CN, che deve avere una considerazione spropositata della sua persona, della sua intelligenza e del suo ruolo, l’ha fatta fuori dal vaso.
Fortunatamente ci hanno pensato, gli elettori marchigiani che hanno attribuito a Piero Farabollini la palma di candidato più votato nella propria regione.
 
E già che ci sono non posso non dire qualche parola sulla tornata elettorale locale piuttosto corposa, dalla Sicilia alla Puglia, dall’Umbria alla Toscana.
Ad eccezione della Campania dove non si è registrata una vera campagna elettorale per mancanza di candidature alternative. In tutte le altre regioni i geologi hanno avuto la fortuna di poter scegliere fra persone e modelli diversi. Persone con la loro storia umana e professionale, modelli di attenzione alla Istituzione ed alle regole che la governano.
Complimenti agli eletti perché, contrariamente ad altre occasioni, questa volta ad ogni scheda corrisponde un elettore fisico. Non sempre e non ovunque è stato così.
 
Credo che stia cominciando una nuova stagione, interrotta un paio di anni fa dal colpo di mano di persone col quale mi duole ancora aver fatto un tratto di strada assieme senza accorgermi della loro modesta spina dorsale, dove la condivisione, quella vera, sarà al centro della preoccupazione dei nuovi Presidenti Regionali.

  

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