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Controllo Tecnico dei sistemi impermeabilizzanti ai fini della Decennale Postuma
17/05/2017
Elena Benzoni

Requisito 1.3: Durabilità, manutenibilità, vita utile dell’impermeabilizzazione delle coperture dell’edificio

L’attività di Controllo Tecnico ai fini della Polizza indennitaria decennale postuma è una attività svolta da Organismi di Ispezione accreditati ISO 17020.
L’obbligo di sottoscrizione della Polizza decennale postuma a carico del costruttore deriva per le opere private dal  Decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122 (attuazione Lg 2 agosto 2004 n. 210) e per le opere pubbliche dal Dld 50 (ex art.112 D.Lgs 163/06 e ss.mm.ii.).
Le norme prevedono che il contraente, cioè il Costruttore, assicuri il buono stato e la sicurezza dell’immobile prima della vendita dello stesso e che il Beneficiario della polizza sia l’acquirente dell’immobile.

I rischi che devono essere obbligatoriamente coperti dalla polizza decennale postuma riguardano i danni derivanti da:

rovina totale o parziale dell’opera;

gravi difetti costruttivi dell’opera;

vizio del suolo o per difetto della costruzione.

Oltre alle garanzie base, questo tipo di assicurazione prevede anche la possibilità di sottoscrivere delle garanzie opzionali.Tra queste, quella maggiormente richiesta dal mercato, è  la garanzia relativa alle impermeabilizzazione delle coperture:

1.3 Durabilità, manutenibilità, vita utile dell’impermeabilizzazione delle coperture dell’edificio

A questa si possono aggiungere poi i requisiti 1.4 e 1.5:

1.4 Durabilità, manutenibilità, vita utile delle pavimentazioni e dei rivestimenti interni dell’edificio

1.5 Durabilità, manutenibilità, vita utile degli intonaci e rivestimenti esterni dell’edificio

Vogliamo qui soffermarci in particolare sulla garanzia relativa alle ‘impermeabilizzazioni delle coperture’ perché, soprattutto per le grandi superfici commerciali questa garanzia viene spesso richiesta in quanto le difettosità delle impermeabilizzazioni sono spesso fonte di grandi contestazioni. 

L’Organismo di Ispezione incaricato del controllo tecnico svolge l’attività in due fasi:

FASE 1) Verifica e controllo del progetto, del capitolato d’appalto e del manuale di manutenzione ed uso della struttura.

FASE 2) Ispezione in cantiere e verifica della conformità dell’eseguito a quanto progettato e verifica di conformità del    materiale installato a quanto previsto nel capitolato.

In generale,nell’espletamento di questa attività, le maggiori difficoltà che si riscontrano nella fase 1, cioè nella verifica documentale iniziale. In fase iniziale di acquisizione della documentazione di progetto, difficilmente si riceve subito un fascicolo di progetto completo relativo alle impermeabilizzazioni.
Di solito, in prima battuta, viene fornito un capitolato, più o meno dettagliato, che riporta i materiali genericamente previsti per la realizzazione dell’impermeabilizzazione e  una stratigrafia tipo dell’intervento. 

Non vengono normalmente individuati in modo chiaro e univoco:  

- il sistema scelto per l’impermeabilizzazione;
- la stratigrafia prevista;
- i dettagli costruttivi delle giunzioni e dei sormonti (incollaggi/saldature) e dei risvolti;
- le modalità di applicazione;
- le modalità e le tempistiche degli interventi di manutenzione ordinaria.

Queste carenze vengono segnalate come Non Conformità del progetto, del capitolato e del piano di manutenzione nel ‘Rapporto intermedio di progetto’e obbligano il progettista ad una, a volte pesante, rivisitazione della documentazione progettuale. Solo dopo il ricevimento della documentazione integrativa di progetto l’attività di controllo tecnico può proseguire con le ispezioni in cantiere. Ispezioni che prevedono due interventi in campo distinti:

1. durante la fase di installazione per la verifica della conformità della stratigrafia e delle modalità di applicazione a quanto previsto nel progetto, con contestuale acquisizione delle DoP dei prodotti installati;

2. al termine della realizzazione per la verifica di assenza di danneggiamenti, distacchi o strappi dell’impermeabilizzazione.

La realizzazione di una ‘buona impermeabilizzazione’ richiede allora, non solo l’uso di materiali qualificati e conformi alle normative vigenti, ma anche l’affidamento della progettazione e della realizzazione in cantiere a progettisti e operatori esperti e qualificati. Tali figure professionali devono conoscere sia le buone pratiche di progettazione e installazione, chei problemi e i danni strutturali che le infiltrazioni inevitabilmente con il tempo causano alle strutture in opera.

Al termine dell’attività di ispezione l’Organismo di Ispezione rilascia un ‘Rapporto di Ispezione Finale’ nel quale esprime un giudizio relativo allo stato dell’impermeabilizzazione. Il Rapporto finale viene trasmesso dal costruttore alla propria assicurazione per la sottoscrizione della Polizza decennale postuma. 

 

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