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Ricostruiamo i paesi terremotati: ipotesi di sistemi a secco
24/04/2017
Fracesca Campisi

INTRODUZIONE
La sostenibilità dell’abitare contemporaneo passa attraverso l’applicazione del concetto di flessibilità alla residenza, come risposta all’alto grado di instabilità della società contemporanea.

L’idea progettuale riprende gli schemi costruttivi della casa costruita da Glenn Murcutt nel 1989 per una famiglia che aveva frequentemente campeggiato sul terreno del sito si trova lungo la costa orientale del continente, 250 chilometri a sud di Sidney.
Nelle intenzioni del progettista, la configurazione dell’edificio cerca di recuperare e ricreare l’esperienza di campeggio compiuta dai committenti nel corso degli anni.
La forma della casa riprende, in parte, quella di certe capanne aborigene, realizzate con una struttura portante in legno rivestita di cortecce d’albero, caratterizzate da una tipologia oblunga coperta da un tetto curvo.
La leggerezza del tetto in lamiera, la sua stessa forma, vogliono ricordare, secondo il progettista, le ali di un gabbiano in volo: in effetti, per la cultura indigena, un insediamento di tipo permanente è quasi sempre anatema (Goad, 1988).

La pianta della casa a Binge Point si basa su una successione di moduli regolari di 560×660 cm suddivisi a loro volta in sottomoduli con una profondità di 432 cm (spazi abitativi), 112 cm (corridoio di distribuzione) e 96 cm (fascia dei servizi).
Gli spazi interni, come in altre abitazioni progettate da Murcutt, si susseguono secondo uno schema elementare, lineare.
Le stanze di soggiorno sono poste sul lato nord e i servizi sul lato sud. Inoltre la presenza della luce, il suo controllo e la sua filtrazione, attraverso i brise-soleil e una porzione di vetro ombreggiata dalla sporgenza del tetto, privilegiano in questa casa il rapporto interno- esterno, esemplificando la devozione verso il paesaggio australiano.
L’accumulo della preziosa acqua piovana in un serbatoio sotterraneo è stata evidenziata con particolare cura, con il processo accurato dei punti di raccolta, a forma di grande imbuto.
Le sue case si pongono come opere aperte, e quindi in armonia, nei confronti del paesaggio, dei modi di abitare e delle diverse culture.
Tale risultato trova la sua ragion d’essere nella metodologia progettuale che egli ha sviluppato in una carriera lunga più di quarant’anni.
Con un approccio prettamente tettonico, nei suoi progetti ha elaborato esperienze della storia dell’architettura sia internazionali, sia tradizionali dei luoghi in cui andava ad operare.
Il ragionare in senso tipologico sugli stessi punti cardine, come l’appropriatezza dell’uso del materiale, il posizionamento delle verande, il modo di disporre i servizi, i componenti movibili dall’utente e il controllo della luce e della ventilazione, ha permesso di individuare delle strategie e degli elementi costruttivi con cui realizzare la flessibilità.

 

La ricerca di Glenn Murcutt è nella direzione di un’architettura che possa veramente definirsi specifica, “nazionale”, appropriate e identificabile.
Secondo Philip Goad (1988), le peculiarità dell’architettura australiana sono:
1. individualismo e autoespressione;
2. introspezione e autoanalisi;
3.pragmatismo e sopravvivenza.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il progetto riprende i criteri dei sistemi costruttivi a secco, caratterizzati dalla realizzazione di unioni meccaniche di parti precedentemente montate e, diversamente dai sistemi costruttivi tradizionali, l'assemblaggio richiama le immagini di un meccano:
tutti gli elementi necessari alla costruzione vengono accuratamente progettati tenendo conto dei processi di produzione edilizia e delle successive operazioni di montaggio.

I sistemi a secco rappresentano pertanto un processo di costruzione reversibile:
quello che si realizza potrebbe in seguito essere smontato e diassemblato, proprio come se si trattasse di un enorme gioco di costruzioni per bambini.
Così come avviene per la progettazione di un'automobile, la costruzione mediante assemblaggio a secco consente elevati standard qualitativi:
le verifiche prestazionali della maggior parte dei componenti edilizi avvengono già durante le fasi produttive. In questo modo i requisiti qualitativi, oltre a poter avere livelli elevati, possono essere mantenuti costanti sia nel tempo che nello spazio.

Parti diverse di un manufatto edilizio avranno così le stesse caratteristiche prestazionali, anche se eseguite in tempi differenti.
Lo stesso non può dirsi quando si realizzano strutture di tipo tradizionale.

Con la costruzione a secco è possibile avere:

1) velocità esecutiva;

2) riduzione dei costi di costruzione;

3) risparmio energetico e le relative tecnologie connesse;

4) precisione esecutiva di tipo meccanico;

5) organizzazione meticolosa che richiede il cantiere;

6) maggiore Sicurezza per le maestranze;

7) manodopera specializzata;

8) smontabilità-riciclabilità;

9) flessibilità.

L’abitazione poggia su una basamento costituito una struttura portante composta da elementi in plinti in pietra a sezione quadrata e travi metalliche a “C”.
I plinti realizzano il trasferimento al terreno di fondazione dei carichi provenienti dalle strutture in elevazione.
Le loro dimensioni vengono ottenute in modo da ridurre le tensioni presenti alla base delle strutture in elevazione (pilastri e pareti) ai valori consentiti sul terreno

In fase di progettazione è opportuno fissare il piano di posa del plinto al di sotto dello strato di terreno superficiale soggetto a rimaneggiamento o interessato da variazioni volumetriche stagionali, dirette o indirette dovute, per esempio, all’escursione del livello di falda.

Il comportamento del plinto può essere assimilato a quello di una mensola incastrata in corrispondenza del pilastro e soggetta alla reazione del terreno dal basso verso l’alto.

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