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Prevenzione incendi e professione: intervista all’ing. Gioacchino Giomi, VVF
21/04/2017
Redazione INGENIO

Evoluzione, competenze e obblighi per il professionista antincendio raccontati attraverso un'intervista all'ing. Gioacchino Giomi, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

1) Prevenzione incendi: a quasi due anni dall’entra in vigore del nuovo Codice, cosa è cambiato per il professionista antincendio?

Il “nuovo” codice di prevenzione incendi ha significato un cambio di approccio nel campo della progettazione. Un “nuovo corso” che, pur mantenendo in vigore il precedente corpo normativo, ha introdotto la possibilità di realizzare la progettazione in ambito antincendio attraverso strumenti di calcolo e valutazione analitica che consentono un “attagliamento” delle misure di sicurezza alle reali caratteristiche dell’attività da proteggere.
Il processo adottato però, non ha eliminato la possibilità per il professionista di ricorrere ad un approccio di tipo meramente prescrittivo. Molti professionisti, infatti, reputano sicuramente più utile, per alcuni scenari di rischio, l’adozione delle misure ricavabili dal corpo normativo di tipo prescrittivo.
A mio parere era ormai indispensabile sancire la possibilità per il progettista di operare una scelta che valorizzasse le competenze tecniche proprie del professionista, ma al contempo favorisse anche l’impiego di percorsi semplificati per la progettazione antincendio di alcune attività più diffuse.
Per il raggiungimento di questo obiettivo il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha formato tutti i propri funzionari tecnici estendendo successivamente tale approccio all’esterno attraverso i Collegi e gli Ordini Professionali.

2) Vigili del Fuoco e Ordini Professionali: che tipo di collaborazione esiste tra queste due istituzioni?

Il rapporto tra i Vigili del fuoco e gli Ordini Professionali risale al 1984 con l'istituzione, presso il Ministero dell'Interno, degli elenchi dei professionisti antincendio.
Una collaborazione consolidata che si è sviluppata in più ambiti; il primo dei quali è certamente la formazione. I funzionari tecnici dei Vigili del Fuoco collaborano da tempo con gli Ordini e i Collegi nella realizzazione dei corsi base di prevenzione incendi e di quelli di aggiornamento, obbligatori per i professionisti già iscritti negli elenchi ministeriali.
A livello centrale l’azione congiunta si è concretizzata anche attraverso la stesura delle normative antincendio, grazie alla costante presenza dei rappresentanti dei quattro Consigli Nazionali delle professioni tecniche, Ingegneri, Architetti, Periti industriali e Geometri, nel Comitato Centrale Tecnico Scientifico della Prevenzione Incendi.
Insieme a componenti di altre amministrazioni e organizzazioni di categoria, i professionisti tecnici partecipano dunque alla redazione delle norme e alla valutazione dei quesiti più rilevanti nell’ambito della prevenzione incendi, realizzando in pratica, una vera e propria “giurisprudenza” di settore. E’ prevista, inoltre, la partecipazione ad organismi regionali, come i Comitati Tecnici Regionali di Prevenzione Incendi, dove, in presenza dei delegati degli Ordini, vengono esaminati deroghe e quesiti di prevenzione. I Comitati sono impegnati, inoltre, anche con il contributo dei professionisti, nella valutazione delle istruttorie relative alle attività considerate a rischio di incidente rilevante.

3) Professionisti antincendio: può riassumerci quali sono i requisiti per la permanenza negli elenchi?

Data la costante evoluzione della normativa e delle tecnologie in materia di prevenzione incendi, il requisito fondamentale per mantenere l’iscrizione negli elenchi dei professionisti è l’ampliamento delle conoscenze nel settore. Il professionista non può non aggiornarsi. Gli Ordini ed i Collegi svolgono un ruolo cruciale per l'aggiornamento delle competenze, erogando i corsi di formazione obbligatoria della durata di 40 ore, necessari ad assicurare la permanenza dei professionisti nell’albo del Ministero dell’Interno. Al termine di ogni corso, per la verifica delle competenze acquisite, è previsto un esame di valutazione. La partecipazione a seminari di approfondimento nel settore antincendio, inoltre, rappresenta sicuramente un utile strumento di accrescimento delle conoscenze in materia.

4) Obblighi e responsabilità del Professionista Antincendio: può riassumerceli?

Molteplici sono gli obblighi e le responsabilità del professionista antincendio. Basti considerare, ad esempio che il DPR 151 del 2011 ha modificato sostanzialmente l'apparato autorizzativo per le attività soggette ai controlli antincendio.
Prima di tale norma, lo Stato, attraverso i Comandi provinciali, attestava il raggiungimento dei requisiti di prevenzione incendi attraverso il rilascio di specifica certificazione.
Attualmente detto certificato è stato sostituito dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), con la quale, il titolare stesso attesta il rispetto degli standard di prevenzione incendi. La segnalazione deve essere accompagnata da un'asseverazione predisposta da un professionista antincendio e dalle connesse certificazioni, soprattutto se si tratta di particolari tipologie di impianti ed attrezzature.
Ben si percepisce, quindi, quanta attenzione, precisione e responsabilità richieda il lavoro del professionista antincendio, a salvaguardia e tutela delle persone e dei beni.
 

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