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BIMsummit 2017, Capsoni: "La semplicità è la complessità risolta", grazie al Bim
19/04/2017
Redazione INGENIO
Manca poco alla terza edizione del BIMsummit a Milano. Il 10 maggio, a Palazzo Mezzanotte, si farà il punto sull'evoluzione del Bim nel nostro Paese. Si confronteranno i maggiori esperti di Building information modeling, i relatori della committenza pubblica e privata e i rappresentanti delle più importanti realtà italiane del mondo delle Costruzioni. Ingenio, media partner dell’evento, inaugura una serie di interviste ai protagonisti del convegno dal titolo "Digitalizzazione e (R)evoluzione".

Intervista a Fabio Capsoni, socio Redesco Progetti

Ingegnere Capsoni, da quanti anni Redesco opera nella progettazione adottando il Bim nei propri processi?

Una delle prime esperienze complete con il Bim è stata nel 2012, quando in collaborazione con Starching, ci siamo occupati della ristrutturazione di un albergo in piazza Duca D'Aosta a Milano, lo stesso anno abbiamo fatto un'esperienza Bim, ma puramente strutturale, per un'operazione a Ginevra, poi nel 2013 è iniziata la progettazione esecutiva costruttiva del podio della Torre Hadid e siamo andati avanti.

È una prassi in tutti i progetti o solo in quelli più importanti?

Per i lavori più importanti ormai è una richiesta di default. In realtà internamente cerchiamo di adottarlo il più possibile perché risulta efficente anche per noi. Per un ingegnere, considerare che un modello non sia solo genetico, ma contenga anche degli attributi è abbastanza normale. I modelli che usiamo per fare i calcoli contengono gli attributi delle travi e dei materiali, ad esempio, quindi nella nostra mentalità c'è già un concetto di Bim, inteso come modello che ha delle informazioni. Per cui, anche nei progetti minori, avendo lo strumento e le persone formate, spendiamo un po' più di tempo all'inizio per impostare tutto il processo, ma poi ci guadagniamo alla fine.

Che oneri dovete sopportare come struttura per poter adottare il BIM nei vostri progetti?

Sicuramente a livello di programmi ci sono costi aggiuntivi perché non è sufficiente avere un Cad e poi la formazione e la ricerca di personale qualificato. Inoltre, all'inizio, per importare tutto il processo e i modelli si perde più tempo, ma a fronte di questi oneri di base, alla fine della commessa si nota un vantaggio. Se tutta la filiera lavora in Bim non c'è problema, ma se l'architetto fornisce piante 2D oppure l'impiantista consegna uno schema unifilare degli impianti, è richiesto un tempo iniziale per mettere insieme la carpenteria strutturale e tutto il processo interno. Alla fine, però, ne traiamo vantaggio, soprattutto quando bisogna apportare modifiche, che sono all'ordine del giorno.
In ogni caso, bisogna avere più piattaforme, nonostante il formato d'interscambio Ifc, in realtà quando si lavora in stretto contatto con vari operatori accade che venga richiesto di usare anche il loro programma per evitare problemi di esportazioni o importazioni, ma rientra negli oneri. Non siamo mai capo cordata, per cui ci adeguiamo alle esigenze degli architetti o del committente.

Alcuni interlocutori del settore sostengono che il Bim non possa ancora essere applicato in ambito strutturale. È vero?

Diaciamo in parte, poi dipende da cosa ci si aspetta dal Bim. Se si pensa che schiacciando un pulsante il progetto venga fatto in automatico è sicuramente vero. Rispetto a quando ho iniziato a lavorare è migliorato molto lo sviluppo tecnico e le tempistiche. È un po' come quando subentrò il Cad e si passò dal tecnigrafo al computer: allora si pensava che per modificare tutto in qualsiasi momento bastava premere un pulsante, in realtà così si rovina il processo della progettazione.
Sul fatto che possa essere applicato alle strutture, per noi è abbastanza normale pensare che un modello abbia degli attributi. Ma se devo applicarlo al cemento armato e mi aspetto di avere un modello dove vedo ogni minimo dettaglio, mi sembra eccessivo. Tutto dipende da come si utilizza. Secondo noi è valido e siamo contenti che ci si stia spostando in questa direzione, se ci sono i mezzi perché non usarli.

Il 10 maggio sarà presente al BIMSummit a Milano, quale il messaggio che porterà alla platea di tecnici ed esperti?

Presenteremo il progetto del Podio che sta alla base della Torre Hadid. Il motto degli ultimi anni per noi è "la semplicità è la complessità risolta" e il Bim aiuta ad ottenere questo risultato. Siamo riusciti a fare il progetto esecutivo di una struttura complessa in circa un anno e mezzo, se non ci fosse stato il Bim e non avessimo avuto gli strumenti e le persone in grado di usarlo, sarebbe stata un'impresa impossibile. 
 

 
Mercoledì 10 maggio 2017 - 10.00 – 17.00
Palazzo Mezzanotte, Piazza degli Affari, Milano
 

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