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Dal 10 giugno 2017 cogente la UNI EN 771-1:2015 per la marcatura CE degli elementi per muratura: cosa cambia
19/04/2017
Alfonsina Angela Di Fusco
Igor Menicatti

La UNI EN 771-1 “Specifica per elementi per muratura – Elementi di laterizio per muratura” oltre ad allinearsi con l'impostazione disciplinata dal Regolamento europeo per i prodotti da costruzione - CPR n.305/2011 - introduce, in particolare, alcune specifiche novità in merito ai criteri di designazione, differenziandosi anche rispetto alle altre norme di prodotto della stessa serie EN 771. Con l'entrata in vigore (10/06/2016) della nuova norma è iniziato il periodo di applicazione della stessa in forma “volontaria”. Il periodo di coesistenza terminerà il 10 giugno 2017, data in cui la versione 2015 diventerà obbligatoria e sostituirà definitivamente la precedente del 2011.

Requisiti per gli elementi di laterizio
Nella UNI EN 771-1 versione 2011, ad oggi in coesistenza con la nuova del 2015 fino alla scadenza del suddetto periodo quando quest’ultima diverrà ufficialmente cogente, sono definite due classi di laterizi per muratura in funzione della loro massa e tipologia di esposizione:
- elementi LD, con una bassa massa volumica a secco lorda (≤ 1000 kg/m3) per l’utilizzo in muratura protetta;
- elementi HD, con un’alta massa volumica a secco lorda (> 1000 kg/m3) per l’utilizzo in muratura non protetta, nonché in quella protetta.

L’aggiornamento del 2015, nel confinare il requisito di uso previsto ai fini della dichiarazione di prestazione DoP e della marcatura CE, ha esplicitato i termini "muratura protetta" e "muratura non protetta" a cui corrispondono ora due nuove classi di laterizi, che superano le precedenti della versione 2011:
- elementi P, previsti per essere utilizzati nella muratura protetta;
- elementi U, previsti per essere utilizzati nella muratura non protetta.

I requisiti specifici e le proprietà caratterizzanti il prodotto da costruzione da indicare nella dichiarazione del fabbricante sia per gli elementi P che per gli elementi U rimangono gli stessi.

Il nuovo “Codice di designazione”
Nella versione 2015, viene aggiunto il paragrafo (6.2) “Codice di designazione”, con contenuti completamente inediti a livello normativo, che tratta un originale impianto di abbreviazione (volontario) per tutte le caratteristiche da dichiarare, secondo appositi codici e valori predefiniti illustrati in un apposito prospetto (tabella I).

Il sistema di codifica introdotto è diretto alla semplificazione della Marcatura CE e consiste nella rappresentazione di una precisa stringa di caratteri alfanumerici da riportare nell’etichettatura della Marcatura CE al posto dell’elenco dettagliato delle caratteristiche e dei corrispondenti valori. L’uso di tale codifica è sempre e comunque subordinato alla redazione della dichiarazione di prestazione DoP che prevede nel modello - disciplinato all’Allegato III del Regolamento (UE) n. 305/2011 ed emendato dal Regolamento UE 576/2014 (atto delegato alla Commissione Europea da parte del Parlamento di Strasburgo) - la descrizione puntuale delle caratteristiche essenziali e delle corrispondenti prestazioni. Al fine di evitare la ripetizione dei medesimi parametri sull’etichettatura della Marcatura CE è stata così introdotta, in modalità opzionale e facoltativa, l’abbreviazione per l’uso previsto e per i livelli o le classi delle prestazioni dichiarate.

Tuttavia, sebbene l’obiettivo di razionalizzare l’informazione a cura del fabbricante eviterebbe duplicazioni di contenuti e alleggerirebbe la documentazione da redigere per la Marcatura CE, l’adozione di questo tipo di codifica non risulta di immediata e facile comprensione da parte di tutti gli altri operatori della filiera che dovrebbero in tal senso conoscere rigorosamente la definizione del codice di designazione e l’insieme dei valori predefiniti per poter correttamente leggere ed interpretare le prestazioni dichiarate e i corrispondenti livelli o classi. Inoltre, tale approccio semplificato proposto in alternativa alla consolidata completa etichettatura per la Marcatura CE, ad oggi, è contemplato esclusivamente nella parte 1 della norma EN 771 - ovvero applicabile solo per gli elementi in laterizio - ed è incomprensibilmente omesso in tutte le altre parti della serie, relative agli elementi per muratura di altri materiali. Ad ogni modo, l’appendice ZA della UNI EN 771-1:2015 riporta due esempi di etichettatura per Marcatura CE elaborati sulla base del codice di designazione premettendo in un’apposita nota che “gli esempi sono forniti solo a scopo informativo” e che “è responsabilità del fabbricante sviluppare marcature CE in linea con il CPR”. L’adozione del codice di designazione presuppone la dichiarazione del tipo di elemento (laterizio “CL”), l’impiego previsto (U o P) e i valori per le caratteristiche nell’ordine indicato nel prospetto. Indicando una serie (A, B o C) di valori predefiniti, riportati nelle ultime tre colonne del prospetto, le caratteristiche corrispondenti ai valori predefiniti della serie scelta possono essere omesse nel codice stesso (fig. 1).



Figura 1 - Esempio di marcatura CE nell’ipotesi di etichettatura con codice di designazione

Il codice di designazione descritto, introdotto per la prima volta con questa revisione della EN 771-1, di fatto, risulta già sorpassato oggi dal concetto evolutivo di “Smart CE Marking” proposto negli ultimi mesi dalla CPE – la Federazione europea dei prodotti da costruzione - con l’obiettivo di visualizzare le informazioni contenute nella DoP direttamente attraverso scansione del cartiglio grazie all’uso delle innovative tecnologie digitali - ad esempio QR-Code - e delle metodologie BIM (figg. 2-3).

Figura 2 – “Smart CE Marking” per i prodotti da costruzione


Figura 3 – Come funziona il concetto di “Smart CE Marking

Già oggi alcuni Organismi Notificati forniscono alle aziende clienti un QR-code applicabile sul prodotto, sull’imballo o sul documento di trasporto, che rimanda univocamente al sito internet dell’ente, direttamente alla pagina dove possono essere verificati in tempo reale l’esistenza e lo stato di validità del certificato CE collegato al prodotto in esame.

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Articolo a cura di ANDIL - www.laterizio.it e tratto dalla rivista Lit3: Laterizi d’Italia .
 
Si ringrazia l'ANDIL per la cortese autorizzazione alla pubblicazione.

 

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