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Il BIM e le scienze sociali: Riflessioni sull’educazione BIM in Italia
11/04/2017
Maria Antonietta Esposito

La letteratura scientifica ed i primi esperimenti nel settore dell’Alta Educazione evidenziano la necessità di un cambiamento culturale nel settore AECOO (Architettura, Ingegneria, Costruzioni, Gestione e Operazione). Il problema viene discusso dal punto di vista dei “tre pilatri della sostenibilità” che costituiscono I prerequisiti della gestione del ciclo di vita e per avviare il processo di innovazione nel settore ed abilitare l’adozione di tecnologie come il BIM.

I principi del Lean sono stati applicati allo sviluppo della progettazione (Bosi F., Esposito M.A., 2014, 2014a, 2014b; 2014c; Bosi F.,2015; Bosi F., 2016) come modello organizzativo per fondare l’adozione della tecnologia BIM. Sia i modelli che la tecnologia sono strumenti importanti del cambiamento in corso e nella trasformazione del settore AECOO (Architecture, Engineering, Construction, Owning and Operating). Tuttavia, nonostante i vantaggi ottenuti ancora devono essere meglio considerati in rapporto con i processi di business e l’ambiente di lavoro che sono influenzati da aspetti culturali e psico-­?sociali.

Sebbene l’uso della tecnologia sia indubbiamente la maggiore opportunità che il cambiamento ci offre, aspetti come la creatività, la collaborazione e la sinergia del c-­?design, la condivisione informative ed la risoluzione di gruppo dei problemi sono ancora dipendenti da aspetti culturali, sociali e psicologici. Ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione dai modelli gestionali e dalle metodologie correlate. Quali discipline nell’ambito delle scienze sociali, quali metodologie possono essere usati? Quali sono le domande della ricerca da porre in questo campo?

Come affermato da Arto Kiviniemi1, uno dei maggiori esperti, l’AECOO (Architettura, Ingegneria, Costruzioni, Gestione e Operazione) è un settore industriale maturo, caratterizzato da “cambiamenti lenti”. Egli considera che “noi stiamo raggiungendo il punto in cui i cambiamenti tecnologici ed il nostro ambiente di lavoro stanno forzando anche l’AECOO al cambiamento. Se gli attori tradizionali non si adatteranno alla situazione, vi saranno nuove imprese e nuovi modelli business, come è avvenuto in altri settori industriali”.

Questo deve essere preso seriamente in considerazione da tutte le parti interessate dell’AECOO, in particolare dalle Istituzioni Accademiche che hanno il compito di creare condizioni culturali adeguate per i futuri attori che si formano nei corsi di laurea e nei master.

Inoltre A. Kiviniemi osserva che “il focus sta ora muovendo dalla progettazione e dalla costruzione di singoli edifici all’ambiente costruito ed ai valori del ciclo di vita; alle reti infrastrutturali complesse, edifici, servizi ed utenti. Il tema della Smart City combina nuove tecnologie sia nelle fabbriche che nelle città, con i dati che stanno diventando un asset sempre più importante e si sta trasformando da un software monolitico in una serie di risorse distribuite cui si può accedere da qualsiasi piattaforma e applicazione.

Osservando tale scenario emerge anche l’evidenza della incertezza delle previsioni e dell’aumento di complessità delle relazioni tra le parti interessate nel settore. In particolare di quelle sociali.

L’autore nota anche che “ I metodi di produzione si stanno spostando da quelli manuali ad alta intensità di lavoro a quelli alla robotica, la stampa 3D ed altri processi automatici, da cui risulta un aumento del valore dei dati e della progettazione per la produzione.”

Questo indica la necessità di un adattamento anche dei confini delle discipline che divengono più osmotici ed effimeri. Un esempio può essere offerto dai Corsi di laurea in Ingegneria Gestionale in Italia e negli USA. In tali programmi sia le discipline dell’Ingegneria che quelle dell’Economia hanno adattato le nozione base impartite in un modello di competenza ingegneristico-­?economica unitario. L’obiettivo è quello di portare a nuovi modelli di business ed alle future fabbriche di produzione. L’insegnamento della Gestione del Progetto nel corso di laurea quinquennale in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze adotta anch’esso un approccio innovativo; la Sostenibilità basata sui “tre pilastri”: Ambiente, Società ed Economia. Ciò comporta un rapido avvicinamento alle logiche digitali di gestione del progetto con tecnologie BIM 5D. Per attuare questo programma sono stati sviluppati nella ricerca metodologie e strumenti applicati nell’ambito dell’Architettura Aeroportuale.

Infatti una indicazione rilevante di Kiviniemi è data dal fatto che “la parte cruciale del cambiamento riguarda la necessità di sviluppare procedure di appalto, modelli contrattuali ed operativi. Con le nuove tecnologie l’ambiente costruito diviene sempre più complesso e richiede una collaborazione intensiva, ma i sistemi di appalto tradizionali frammentando i servizi nel processo edilizio non incoraggiano modelli collaborativi (da notare che è uno degli argomenti della Brexit n.d.r.). Quindi è critico il fatto che i clienti tendano a spostarsi su modelli in cui il Costo Totale nel Ciclo di Vita e la funzionalità ( e la flessibilità, n.d.r.) delle soluzioni è più importante del prezzo più basso di ogni singolo pacchetto di servizi.”

L’approccio Whole Life Cycle, ed in particolare il Whole Life Cost prende in considerazione tutti i costi ed i guadagni significativi iniziali e futuri di un asset nel ciclo di vita, mentre risponde ai requisiti di prestazione. Esso consente di applicare specifiche metodologie per un approccio sistematico alla valutazione dei costi nel ciclo di vita rispetto al periodo di analisi considerato, secondo l’ambito e gli scopi del progetto (Fossi E., 2016).

Questo dimostra che la complessità richiede sempre più intensa collaborazione, che può essere ottenuta sviluppando metodologie sempre più efficaci e strumenti anche per il terzo pilastro: l’approccio sociale tra le parti nel settore AECOO deve essere sostenibile. Quindi le Scienze Sociali dovrebbero anch’esse essere coinvolte nell’Alta Educazione e nella formazione professionale di Architetti ed Ingegneri per abilitarli all’uso delle tecnologie BIM.

Ciò potrebbe avviare quel cambiamento culturale necessario allo scopo di avanzare il settore AECOO e diffondervi le tecnologie digitali.

Referenze

Bosi F. (2015). Ali_Airport Lean Design, PhD Thesis, relatore prof. Esposito M.A., Università degli Studi di Firenze.

Bosi, F. & Esposito M.A. (2014a). Project Organizational Memories, Data hand-­over e BIM per la gestione della fase operativa degli edifici in AA.VV. (2014) BIM -­ Stato dell'arte in Italia ed esperienze, Edizioni Imready, available at http://www.ingenio-­web.it/Sfogliabile/BIM-statodellarteinItaliaedesperienze/index.html

Bosi F., Esposito M.A. (2014b), Bosi, F. & Esposito, M. A. (2014a). Achieving Lean Project Design Delivery. In ENERGY , SUSTAINABILITY AND BUILDING INFORMATION MODELING AND MANAGEMENT.

Bosi, F., & Esposito, M. A. (2014c). Lean-­enabling tools for Airport Terminal Design. Overview of the application of tailored Information Modeling tools to promote team efficiency, support optioneering and project control. In Proceedings in Conference of Informatics and Management Sciences The 3rd International Virtual Conference, p. 6
Bosi F., (2016). LAPID: Lean Guidance Tool For the Aviation Industry, in Tzortzopoulos P., Zhang Y. (2016), 4th International Workshop When Social Science meets LEAN and BIM, ISBN 978-­1-­86218-­ 136-­6 ,The University of Huddersfield Press, pp.13-­14

Fossi E. (2016). FAR – Flexibility in Airport ARchitectural Design, PhD Thesis, relatore prof. Esposito M.A., Università degli Studi di Firenze.

Kiviniemi A. (2016). Built Environment and our Digital Future, keynotes in Tzortzopoulos P., Zhang
Y. (2016), 4th International Workshop When Social Science meets LEAN and BIM, ISBN 978-­1-­ 86218-­?136-­?6 ,The University of Huddersfield Press, p.9.



1 Kiviniemi A. (2016) Built Environment and our Digital Future, keynotes in Tzortzopoulos P., Zhang Y. (2016), 4th International Workshop When Social Science meets LEAN and BIM, ISBN 978-­1-­86218-­136-­6 ,The University of Huddersfield Press, p.9.

 

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