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UNI-11337: il punto sulla norma che regolerà la gestione digitale nel mondo delle costruzioni
11/01/2017
Paolo Odorizzi
Ultimi aggiornamenti sulla norma italiana per l’opzione digitale nel progetto e nelle costruzioni di opere edili e infrastrutturali.
 
Dopo altri due intensi anni di lavoro, di incontri e discussioni, il tavolo del GRUPPO DI LAVORO UNI/CT 033/GL 05 ha approvato le prime parti del nuovo assetto della norma UNI-11337, già pubblicata nel 2009, legandola in via definitiva alla digitalizzazione e al Building Information Modeling (BIM). La norma esce infatti con il titolo: Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni.
 
I lavori, coordinati dall’Arch. Alberto Pavan, hanno visto la partecipazione di molteplici soggetti legati al mondo delle costruzioni, tra i quali: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’ANAC, le più significative associazioni di categoria, ingegneri, architetti e impiantisti, oltre alle realtà legate alle tecnologie informatiche, sia per produzione che per fornitura di servizi associati, imprese di costruzioni, organismi di controllo e certificazione, rappresentanti del mondo Universitario.
 
La norma sostituisce la precedente UNI-11337:2009 (Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse) e andrà in pubblicazione a fine gennaio 2017, inizialmente per le sole parti ad oggi completate: la 1° (termini e definizioni), la 4° (sviluppo evolutivo degli oggetti virtuali, dei modelli e degli elaborati) e la 5° (procedure da adottare e flussi di lavoro).
 
Entro fine febbraio è molto probabile, a valle del consueto periodo di osservazione e inchiesta pubblica, la pubblicazione anche della parte 6° che si propone come linea guida per la redazione del Capitolato informativo (CI), documento di riferimento per la committenza proponente un progetto da eseguirsi in modalità digitale, in altre parole, l’alter ego italiano del diffusissimo Employer’s Information Requirements (EIR) introdotto dalle PAS-1192:2 in area britannica.
 
 
Il risultato raggiunto dimostra come l’Italia, al contrario di una diffusa opinione, non sia stata con le mani in mano e che, proprio seguendo l’esempio di altre nazioni che si sono mosse anticipatamente, abbia invece avuto la capacità di dare vita a un testo normativo riprogettato in relazione alle peculiarità del nostro Paese e, al tempo stesso, in linea con le esigenze ormai consolidate dei mercati internazionali.
 
E’ con questo spirito che si è potuto creare un documento caratteristico, tarato sulle logiche di processo proprie dei nostri professionisti e delle nostre aziende, tenendo comunque in debita considerazione tutte quelle consuetudini e quegli indirizzi emersi di recente nel panorama internazionale, in particolare le PAS-1192. Si è cercato di produrre un testo semplificato rispetto a quelli già in vigore in alcuni importanti mercati di riferimento per il progetto, la costruzione o il ripristino di opere edili e infrastrutturali, capace tuttavia di porsi come “garante” per ciascuna tra gli attori coinvolti nella progettazione/costruzione/gestione delle opere, soprattutto nei casi, purtroppo numerosi, nei quali il peso contrattuale delle parti risulta sbilanciato ovvero suscettibile di impostazioni privilegiate a vantaggio di alcuni soggetti.
 
Il progetto di norma, per altro di applicazione volontaria, ha inoltre permesso all’Italia di partecipare ai tavoli europei (CEN) e internazionali (ISO) sull’argomento in maniera più attiva e costruttiva.
 
Stanti i molteplici e delicati temi cui la normativa è chiamata ad esprimere una prima istanza di regolamentazione condivisa, i due anni di lavoro sono stati caratterizzati da una fitta agenda di incontri e riunioni di un gruppo di lavoro animato da accese discussioni e dibattiti sempre risolti con esiti condivisibili. Anche in relazione alla variegata composizione del tavolo, non è stato facile dare approvazione a un documento così delicato e a svilupparlo mantenendo tutti quanti d’accordo. Gli sforzi congiunti del gruppo hanno potuto dare forma a un testo solido e condiviso, in linea con le esigenze e i punti di vista dei vari soggetti coinvolti.
Si può per certo affermare che, anche in questo caso, l’Italia abbia accettato e vinto questa nuova sfida: la norma sarà un importante strumento di supporto per i professionisti del mondo AEC che potranno, adottandola nei loro contratti, essere guidati e accompagnati nel processo di rivoluzione proposto dal BIM e dalle nuove tecnologie disponibili. Un processo ineluttabile, ormai entrato nel vivo della sua applicazione che sta caratterizzando sempre più il mondo delle costruzioni di oggi e, a maggior ragione, di domani.
 
Così come il metodo BIM non ha tuttavia la pretesa di doversi sostituire a consolidate logiche di lavoro, quanto piuttosto di rinnovarle e svilupparle in un’ottica nuova e digitale, analogamente la UNI-11337 si pone l’obiettivo di introdurre gradualmente modalità e applicazioni della digitalizzazione nel modus operandi quotidiano. Il processo di integrazione tra il modo di lavorare tradizionale e le nuove tecnologie disponibili, se applicato gradualmente, è la chiave per poter assimilare e acquisire i benefici della digitalizzazione nella propria attività professionale. UNI-11337 è lo specchio di questa filosofia, e non è un caso che temi correlati siano stati affrontati di recente anche nel Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016), piuttosto che nelle specifiche commissioni sul BIM come quella appositamente creata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La struttura della normativa UNI-11337:2017 si compone al momento di 8 parti, in parte già approvate e pubblicate, in parte ancora in fase di sviluppo. 

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE LA DESCRIZIONE DELLE VARIE PARTI.

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