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La realizzazione di una pavimentazione industriale post tesa destinata a carichi pesanti
10/01/2017
Silvio Cocco
Valeria Campioni

Il lavoro oggetto del presente articolo riguarda la realizzazione di una pavimentazione industriale di dimensioni estese al Porto Merci di Marghera (VE), con la tecnica costruttiva della post-tensione. La destinazione d’uso del capannone è quella di stoccaggio di coils di lamiera metallica.


Figura 1: vista panoramica della pavimentazione post-tesa nel Magazzino 7 “Multiservice” a Marghera (VE)


Le richieste della committenza erano specificatamente legate all’ingente carico che insiste sulla pavimentazione. I coils sono impilati su due file che scaricano a pavimento su due traversine in legno ed hanno il peso massimo di 250 kN cadauno.
 
 
Figura 2: schema di carico coils
Il progetto della pavimentazione presenta una pianta per lo più rettangolare,  ma con un perimetro irregolare. Su richiesta del committente questa area irregolare è stata divisa in due parti - per consentire la realizzazione della pavimentazione in due fasi - una delle quali contiene un percorso carrabile, la cui percorribilità deve essere sempre garantita, essendo l’unico collegamento tra le due parti.

La realizzazione avviene su una pavimentazione esistente. Lo stato di fatto presenta una pavimentazione in evidente stato di usura, a causa proprio dell’ingente carico sopra citato (Figura 3).
 

 
Figura 3: pavimentazione esistente

Le azioni a cui la pavimentazione industriale deve resistere non sono solo di tipo meccanico: poiché il cantiere si trova in laguna ed è praticamente privo di pareti protettive, la pavimentazione deve e dovrà resistere a condizioni climatiche estremamente sfavorevoli ed aggressive.

La richiesta della committenza era quella di realizzare la pavimentazione in due momenti diversi per poter avere la possibilità di tenere i coils sempre all’interno del capannone, spostandoli a seconda dell’area da realizzare.

Lo spostamento dei coils e quindi il carico delle aree appena realizzate nel giro di poco tempo, ha richiesto un calcestruzzo chiaramente molto performante, omogeneo, ripetibile e che fosse in grado di garantire elevate resistenze a pochissimi giorni. Caratteristiche largamente rispettate sia per l’utilizzo del sistema AETERNUM CAL sia per l’affidabilità e collaborazione riscontrata nel fornitore del calcestruzzo.

Riassumendo il committente richiedeva la realizzazione di un’opera che prevedeva le seguenti difficoltà:
•    Realizzazione in inverno, con temperature molto basse e sfavorevoli al calcestruzzo;
•    Pavimentazione in grado di sostenere elevati carichi a breve;
•    Problematiche del sottofondo;
•    Calcestruzzo in grado di garantire alte resistenze in pochi giorni;
•    Pavimentazione senza fessurazioni superficiali in condizioni fortemente ventilate;
•    Calcestruzzo in grado di resistere ad ambienti aggressivi e corrosivi

Le prescrizioni da progetto del calcestruzzo:

Classe di Resistenza    Classe di Consistenza    Dmax (mm)    Classe di esposizione

La soluzione: una pavimentazione post-tesa realizzata con il sistema AETERNUM CAL.

La realizzazione della prima fase
Come si può vedere dai dati riportati in Tabella 2 la realizzazione della prima fase si è conclusa da pochi giorni e le resistenze raggiunte a 7 giorni dal calcestruzzo hanno permesso di caricare all’ottavo giorno dalla realizzazione, le aree appena gettate.


Come si è riusciti ad ottenere questi primi risultati? Innanzitutto attraverso l’applicazione della tecnologia della post-tensione (sistema FLOORTEK).

FLOORTEK è un sistema di esecuzione di una pavimentazione post-tesa che prevede un controllo tecnico vigile e costante durante tutta la sua fase di realizzazione. Grazie quindi alla presenza continua in cantiere dei tecnici dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo (dalla preparazione del sottofondo sul quale insisterà la pavimentazione, alla realizzazione del post-teso, ai getti, alla loro finitura, fino alla tesatura finale), si è potuto garantire la qualità e l’idoneità dei materiali impiegati, la loro posa e finitura e la verifica finale dei risultati.

La tecnica della post-tensione consiste nel disporre dei trefoli metallici viplati secondo uno specifico progetto, annegarli in un calcestruzzo adeguato e poi tesarli successivamente con martinetto, mettendo tutta la piastra di calcestruzzo in compressione, aumentandone la capacità portante ed evitando così ogni tipo di giunto e fessure. È doveroso quindi che le operazioni siano fatte in modo corretto e che il calcestruzzo impiegato si comporti “come previsto” in fase progettuale. Aspetto che evidenzia ancor più l’importanza della presenza sistematica del controllo tecnico qualificato in cantiere.
 

Figura 4: personale di Tenso Floor e IIC a controllo delle operazioni in cantiere

Da protocollo FLOORTEK, le prime operazioni effettuate in cantiere dai tecnici dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, sono state le prove di piastra, la qualifica del calcestruzzo e dell’impianto di betonaggio.

La prova di Piastra
Il valore della costante di sottofondo (ottenuto dalle prove di piastra), il valore dei carichi che insisteranno sulla pavimentazione ed il coefficiente di attrito tra sottofondo e pavimentazione, sono dati indispensabili per calcolare e verificare il progetto della pavimentazione stessa.
Le prove di piastra sono state effettuate conformemente alla CNR-DT 211/2014, con una piastra rigida del diametro di 760 mm, ottenendo una reazione del terreno su una profondità d’indagine di almeno 1,20 m.


 
Figura 5: prove di piastra con mezzo di contrasto

A compattazioni ultimate del sottofondo, sono stati riscontrati i seguenti valori della capacità portante (costante k), riportati in Tabella 3.
 

... SEGUE IN ALLEGATO ...

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