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BIM Manager e BIM Co-ordinator: Nobody Owns the Whole Process. Autorità, Autorevolezza, Autorialità
05/01/2017
Angelo Luigi Camillo Ciribini

Nel mentre che si affronta il tema del Building Information Modeling and Management, la Metodologia attinente (legata al Construction Project Management sotto il Profilo della Collaborazione, della Condivisione e dell'Integrazione) è sistematicamente trascurata o contraddetta a favore del Modello Informativo, vale a dire dello Strumento, come è implicito entro la Dicotomia tra Modello e Modellazione.

Il fatto, però, è che dei molteplici Strumenti del Building Information Modeling and Management molto spesso anche coloro che ne hanno padronanza operativa non hanno altrettanta coscienza concettuale o storica, nel senso che non conoscono approfonditamente le vicende che, dagli Anni Sessanta, hanno condotto a sviluppare le inerenti Tecnologie, le motivazioni legate al Data Product Modeling e quant'altro.
Comprendere appieno le motivazioni e il pregresso nell'Ingegneria Meccanica di Leonid Raiz o di Irwin Jungreis negli Anni Novanta nella Charles River Software, oppure gli intenti di Douglas C. Englebart o di Ivan Sutherland negli Anni Sessanta, può assistere nella realizzazione del senso ultimo, a partire dai Relational Data Base.

The Government us(ed) its buying power to persuade its suppliers that there needed to be a new bargain, based on the Government improving its practice as a client, and the industry then improving the value it could deliver in meeting public needs. And this was, by the way, at a time when Government’s other instruments of bringing about change – through fiscal measures or regulation – were either unavailable or disfavoured. The guiding principle, though, was that you cannot change an industry by exhortation and waving your arms around. Instead, change comes from changing the drivers of the businesses that make up the industry – and, even in an industry as reactive as construction, one of those drivers has to be the preferences and demands of customers.
Paul Morrell

The key is to treat information as a valuable resource for decision making that you manage in the same way you would manage staff and equipment. You have to manage it from day one, rather than just focus on purchasing lots of software.
Malcolm Taylor

Business Intelligence connects the power of analytics (the systematic computational analysis of data or statistics) to a source database or data warehouse where it quickly and accuratelyscours through mountains of “raw” data to identify patterns and trends within the information. The identified patterns and trends within the source data are commonly referred to as metadata,” or the “data within the data.” Once analyzed and organized, a BI tool instantly reports the findings to the user in an organized actionable format.
Simply put, BI is able to analyze and process massive amounts of source data, organize and sort the data into recognizable categories and report this information to the end user in a visually engaging and interactive “dashboard.” This information can then be further shared across a project, throughout an organization or even with an owner-client, allowing for more collaborative and informed decision making as seen in the sample dashboard below. Best of all, this process is all accomplished in real time.
Sergio Aranda & Marty Turner

Tutto ciò per anticipare una delle conclusioni più significative della presente Nota, nel senso che i Profili Professionali legati al Building Information Modeling (BIM) sono oggi intimamente, almeno dai più, associati ai singoli Strumenti (esistono, peraltro, le Certificazioni di Strumento rilasciate dai Produttori), ma tali Figure agiranno sempre maggiormente in qualità di Digital Workflow Engineer, nelle diverse Fasi Temporali del Project o del Programme (qualora si sia in presenza di un Ambito Multi-Project).

Ciò perché il singolo Strumento (tra quelli prodotti, tra gli altri, da Autodesk, Bentley, Nemetscheck, Trimble, ma anche da Acca, Teamsystem, e così via) sembra destinato a diluirsi in Ambienti di Condivisione dei Dati (Common Data Arrangement) che funzioneranno sempre meno come Electronic Data Management System (EDMS) e sempre più come Piattaforme Intelligenti.

Flux è una efficace testimonianza dell'Evoluzione degli Strumenti della Digitalizzazione che, specialmente nella Fase di Progettazione, tenderà a rendere meno distinguibili i confini tra Applicativi di Calcolo e Applicativi di Modellazione: nella sostanza, l'affermazione dei Flussi di Lavoro rivela come progressivamente il Dato si stia affrancando dal Documento, proprio nel senso che il fine del ricorso agli Applicativi stia sempre meno nel produrre Documenti Coerenti, per quanto la generazione di Elaborati Congruenti in Tempi Ridotti abbia, sin qui, costituito un Fattore di Miglioramento della Produttività.
L'obiettivo si sposta, dunque, sul trattare i Flussi Informativi attraverso i Dati (Numerici) a prescindere dal loro trasferimento nella Documentazione Tradizionale, ma ciò vuol dire che gli Operatori debbano possedere una Cultura Digitale: del Dato Numericamente Computabile.

D'altra parte, BIM Manager, BIM Co-ordinator e BIM Modeller (o BIM Specialist) sono Figure Professionali che fanno esplicito riferimento all'Information Model e all'Information Modeling, ma, come si capirà in seguito, Dati Numericamente Computabili fuoriescono non solo dai Modelli Informativi, ma anche, tra gli altri, dai Sensori o dalla Semantica Computazionale relativa a Testi Scritti o Verbali.

È chiaro, perciò, che i Gestori dei Dati Computazionali andranno a sostituire i Gestori dei Modelli Informativi, poiché al centro non sussisterà più l'Information Modeling, ma il Data Analysing, il Data Mining, ecc.

Accanto all'Ingegneria dei Flussi di Lavoro (Informativi e Decisionali al contempo), si staglia l'Integrazione dei Sistemi: dal BIM Manager o dal BIM Co-ordinator al Workflow Engineer, sino al System Integrator.

Il che rimanda a una Visione Olistica che pervade, in qualche modo, il Settore della Manifattura (ma anche quello del Servizio), difettando, al contrario, considerevolmente a quello delle Costruzioni, molto legato alla Subordinazione.
Come afferma, al proposito, Paul Morrell, il grande artefice della Digitalizzazione nel Regno Unito come Chief Advisor del Governo, la Frammentazione degli Operatori nel Settore delle Costruzioni impedisce che Qualcuno Detenga l'Intero Processo e gli attribuisca la necessaria Congruenza.

Al contempo, è convinzione di molti, in una riflessione priva di profondità prospettica, che il Building Information Modeling costituisca un punto di arrivo, mentre è semplicemente il contrario: come è dimostrato dal fatto che, nella vulgata, si sostenga che il BIM possa risolvere Criticità Strutturali che, invece, sono addebitabili alla natura stessa del Settore per come, da sempre, si è pensato e si è definito.
Lo stesso artefice originario della Digitalizzazione nel Regno Unito così prosegue:

From the point of view of the industry, I think the major challenge is who wants to be the integrator? The natural candidates should be tier one contractors, but my fear is that they’ve become so used to grinding their margin out of either their customers (in good times) or their supply chain (in bad times) that managing that margin has now become their core business – and that the challenges of putting together an integrated proposition for a client, for which they might be held accountable, lacks appeal. Fortunately (for the customers) there are some major players who take the opposite approach, and who are organising themselves to offer a more integrated approach. Unfortunately (for the nation) these tend not to be British owned – and the risk is therefore that those who don’t “get with the programme” will either be competed out or bought out.

È palese come la Grande Sfida della Digitalizzazione sia tutta incentrata sulla nozione di Integrazione di Sistema, nelle Costruzioni, come nella Manifattura, ma questo collide, appunto, con una Attitudine Individualistica per cui ogni Operatore guardi esclusivamente al proprio particulare, forzando così i rapporti negoziali a proprio vantaggio immediato.
Ecco perché le Figure Professionali del BIM Manager e del BIM Co-ordinator, attualmente completamente deregolamentate, possono giocare un ruolo determinante nella Evoluzione del Settore, ma di esse non ci si illuda di poter dare una definizione irreversibile.

In effetti, una sistematica analisi dei requisiti che per essi sono previsti sui Mercati Internazionali, evidenzierebbe immediatamente una eterogeneità notevole, a dispetto del fatto che in alcuni Paesi (dal Regno Unito al Canada, dalla Norvegia alla Germania) esistano Schemi Certificativi: invero anche in Italia ne sussiste già almeno uno.
Certo è che la percezione degli Operatori è che le Figure Professionali del BIM Manager e del BIM Co-ordinator possano essere contemplate contrattualmente, ma che per esse vi sia una importante carenza definitoria.
La normativa volontaria dell'UNI sta ora cercando di colmare questa grave lacuna attraverso la redazione di un documento, appunto normativo, che ne specifichi e disciplini la Qualificazione.

Le descrizioni puntuali delle Abilità, delle Conoscenze e delle Competenze che si richiedono, anche ai fini della Qualificazione Professionale, a un BIM Manager e a un BIM Co-ordinator saranno contenute, nello specifico, nella norma UNI 11337-7, in corso di definizione.

Non ci si illuda, inoltre, che formare e certificare Profili Professionali qualificabili risolva un fenomeno in divenire che, inoltre, sarà determinato curricularmente.
Si osservi una specifica per il BIM Co-ordinator di Lend Lease negli Stati Uniti, in cui la dimensione a cui si alludeva all'inizio appare chiara (record and report project metrics and gather case study data o utilizing BIM data, analytical skills):

Generate 3D and 4D models for business development, marketing, pre-construction, and construction.
Collect and integrate BIMs from all project team parties, run clash detection reports and maintain issues log.
Incorporate constructability and construction means and methods into BIMs.
Utilize and incorporate company BIM standards on projects.
Utilize model data to coordinate multiple disciplines on projects.
Participate in BIM “Big Room” meetings.
Collaborate and communicate with other Technical Services departments to deliver BIM data.
Assist project teams by providing and formatting information from BIM throughout the duration of a building project.
Assist project team members in utilizing BIM data.
Record and report project metrics and gather case study data.
Research and stay informed on BIM related software and technologies.
Assist with new and potential client meetings to demonstrate Bovis Lend Lease’s abilities.
Assist Integration Managers, Sr. Managers and/or National Director with presentations on BIM for internal and external education and promotion.
Willingness to be given instruction with the ability to plan, prioritize, organize and manage responsibilities on multiple projects.
Strong communication, organization and analytical skills.
Understanding of construction detailing and techniques.
Experience with model coordination, rendering and animation software a plus.
Proficient in 3D parametric modeling software..
Minimum of 3 years of BIM related Design and/or Construction experience.
4-year degree in Engineering, Computer Science, Architecture or Construction Management.

Naturalmente il valore principale della normativa, non cogente, consiste nel rintracciare un punto di convergenza tra gli Operatori. Ciò vale anche perché, sulla triade Abilità/Conoscenze/Competenze, ad esempio, si potrebbe richiedere il dominio delle capacità di Programmazione del Software - almeno entro un certo limite -, ma sicuramente non meno rilevante sarebbe, come in precedenza illustrato, la comprensione delle Logiche di Concepimento dei Software.

La Nota, ovviamente, non intende anticipare alcun contenuto specifico della Norma, ma, invece, investigarne le condizioni al contorno che la trascendono.

All'interno della presente Nota, a differenza della Norma, peraltro, non si considerano, poiché non funzionali al ragionamento, i Profili del BIM Modeller, dell'Information Manager e del BIM Specialist, che appaiono curiosamente, del resto, i più ambigui e controversi, ancorché sembrerebbe il contrario.
D'altra parte, il BIM Modeller induce taluni a pensare a un soggetto che sia in grado di configurare operativamente il Modello Informativo specialmente nella parte Geometrico Dimensionale, mentre l'Information Manager richiamerebbe per talaltri un soggetto più aduso alla Componente Alfa Numerica, sebbene nel Regno Unito esso corrisponda a una Figura Neutra.
Il BIM Specialist, infine, evoca la vexata quaestio relativa alle Competenze Disciplinari richieste ai diversi BIM Profile, poiché lo Specialismo sulle Tecnologie avulso da quello sulle Discipline pare foriero di disavventure.

Paradossalmente, però, è possibile sul tema intero avviare in questa sede un altro ordine di riflessioni che prescinda dalle specificazioni della Norma di cui si accennava poco sopra, nel senso che le Figure del BIM Manager e del BIM Co-ordinator, dedicate tendenzialmente alla Corporation e al Project, necessitano attualmente, anche a livello internazionale (si vedano denominazioni come BIM Job Captain), di una configurazione precisa e, soprattutto, condivisa, ma, al contempo, il loro maggiore successo, sul lungo periodo, consisterebbe nella loro scomparsa, ovvero nella loro diluizione nelle Prassi Correnti.
Si tratta, ovviamente, di una prospettiva remota, tanto più che oggi sussiste il problema inverso, della sedicenza nell'attribuzione di Professionalità da parte di soggetti indistinti, inqualificati, in maniera inverificabile.
A fronte di un Mercato Professionale in cui l'acronimo BIM funge da prefisso necessario si assiste a una proliferazione indiscriminata di soggetti che si professano, appunto, di norma, BIM Manager.

Eppure, per prima cosa, osserviamo che la detenzione dei Saperi relativi agli Strumenti, per questi Attori, è certamente significativa, ma serve comprendere che lo Strumentario non potrà essere conosciuto da alcuno nella sua interezza (come assortimento merceologico) e, inoltre, che varierà a seconda che si operi in Committenze, Organismi di Progettazione, Imprese di Costruzioni o di Installazioni, Produttori, Società di Facility Management, e così via: dallo Space Programming al BIM Authoring, dal Model Checking al Field BIM.

Per questa ragione, è opportuno che i Candidati a essere qualificati e certificati quali BIM Manager e BIM Co-ordinator posseggano una solida base metodologica di Gestione del Processo (Construction Project Management) e di Data Science, non solo teorica, sulla Digitalizzazione: così come, peraltro, che dimostrino il possesso della Tecnicalità di alcuni Strumenti.
E' certo che, comunque, BIM Manager e BIM Co-ordinator agiscono forzatamente sulla Workflow Engineering: ad esempio, in Fase di Progettazione, essi designano i Flussi di Lavoro Collaborativo andando, peraltro, a incidere sugli Assetti Organizzativi sia della Struttura di Committenza sia dell'Organismo di Progettazione.

Il che vuol significare relazionare Strumenti differenti lungo un Filo Logico, dove non sono gli Applicativi singoli a contare, bensì i Flussi Continui di Dati: come detto.
Qui occorre una certa avvertenza, poiché sarebbe illusorio agire sui Flussi di Lavoro relativi a una determinata Commessa senza che ci si muova contemporaneamente nei confronti della Struttura Organizzativa.

Si pone, probabilmente, una divaricazione tra gli Organismi di Progettazione (Società o Studi) attrezzati e articolati, a presidio di Catene di Fornitura, e le Micro Organizzazioni debolmente operanti in Reti.
Nel primo caso, la Formalizzazione dei Flussi di Lavoro Collaborativi sarà più agevole a Livello Intra-organizzativo, ma a Livello Inter-organizzativo risentirà ovviamente della variabilità dei Contesti Culturali e Contrattuali.
A questo proposito, si ricorda che l'immagine della Catena per indicare i Fornitori coinvolti, è spesso rimpiazzata da quella del cosiddetto Sciame.
Sotto questo profilo, in presenza di una Big Room, sarà necessario definire, con la Committenza, se il Lead Design Team prenda in carico verticalmente tutti in propri Sub Fornitori (in caso di Joint Venture è probabile che ciascun Design Partner abbia, orizzontalmente, un proprio Rappresentante) oppure se ciascun Supplier dovrà esservi rappresentato direttamente.
La articolazione del BIM Execution Plan non sarà ovviamente molto dissimile, concettualmente, da quella del Project Quality Plan che coinvolga più Entità.
Nel secondo caso, l'Integrazione dovrà, più lascamente, essere promossa da qualcuna delle Micro Organizzazioni oppure dal Committente medesimo (ovvero dal Disintermediatore, colui che conduce la Piattaforma à la Uber che relaziona direttamente Clienti Privati, Micro Professionisti e Piccoli Clienti).
Mentre la prima ipotesi appare di grande interesse per i Processi di Aggregazione delle Società e degli Studi di Architettura e di Ingegneria, quindi sulle conseguenze dell'Implementazione della Digitalizzazione in Contesti Organizzativi Professionali (ma anche Imprenditoriali) Semi Strutturati, la seconda potrebbe consentire di immaginare BIM Manager e BIM Co-ordinator all'esterno delle singole Micro Organizzazioni, entro, però, la cornice di un Ecosistema Digitale.

Naturalmente, nella Transizione verso la Digitalizzazione delle Organizzazioni operanti nel Settore delle Costruzioni, specialmente nelle Fasi Iniziali del Processo, l'Autorevolezza Tecnico-Gestionale è fatta valere in maniera parzialmente «celata», nel senso che il BIM Manager e il BIM Co-ordinator si propongono come Supporto agli Attori/Autori della Progettazione, anche sotto il profilo della Progettualità della Funzione Committente (tra Digital Brief e Information Requirements).

Si tenga, inoltre, presente che, al di là di Autorità, Autorevolezza e Autorialità, la prudenza, il basso profilo da understatement che i migliori Professionisti della Digitalizzazione assumono, si deve pure a una certa incertezza contrattuale e assicurativa inerente all'Allocazione delle Responsabilità.

Ecco che, anzitutto, qui è opportuno sottolineare come, nella letteratura nordamericana, la più vivace sul tema, assieme a quella britannica, si proponga una distinzione tra Information Modeling e Computational Design, anche se evidentemente per la Cultura Architettonica essa molto spesso non sussiste, prevalentemente a favore della seconda.

L'intensità differente con cui BIM Manager e BIM Co-ordinator, nel corso della Progettazione, si dedicano, indirettamente o direttamente, alla singola Commessa (Project) rimanda ad alcuni temi fondamentali:
1) la diffusione del Design Management negli Organismi Professionali Italiani, assai rara, ma probabilmente sollecitata dalla Digitalizzazione, anche nei confronti di una crescente Integrazione cogli Esecutori e coi Gestori;
2) l'opera di mediazione tra Requisiti (o Richieste) Informativi (e) formulate da Committenze Digitalizzate e Morfogenesi del Progetto (Design) che, a parte il caso degli Algoritmi Generativi del Computational Design, origina da Fonti Analogiche, quali, il Modello Fisico e lo Schizzo Manuale;
3) l'azione che sia possibile, da parte di questi Profili Professionali, esercitare nei confronti dell'Utenza, assieme ai Progettisti (ammesso che sia possibile una tale distinzione), all'indirizzo dell'Utenza attraverso Ambienti Immersivi nei Processi Partecipativi, inclusi quelli relativi ai Dibattiti Pubblici;
4) il compito di Facilitatore che, in particolare, il BIM Co-ordinator potrebbe assumere nell'Eco-sistema Digitale della Committenza e della Progettazione - ipotizzando, per comodità, una sua distinzione dalle Fasi successive - ben oltre il Model Checking e il Coordinamento, nella realizzazione di Flussi Bi-direzionali tra Ambienti di Modellazione e Ambienti di Calcolo;
5) il ruolo, non marginale, di un BIM Library Manager che, in ultima analisi, può agire, tanto nella Committenza quanto nella Struttura Progettuale, come BIM Knowledge Manager.

Ciò che rileva nell'economia di questa Nota è, dunque, in primo luogo, comprendere in che misura BIM Manager e BIM Co-ordinator, nelle loro rispettive sfere di influenza, possano dirsi Co-Autori del Progetto o, meglio, in che modo la Digitalizzazione, coi suoi portati di Collaborazione e di Integrazione, possa consentire la sussistenza del Primato dell'Autorialità del Progetto (non solo Architettonico) che tuttora permea gli Ambienti Professionali così come quelli Accademici.

La letteratura nordamericana ha, negli anni scorsi, molto insistito sulla problematicità indotta dall'Information Modeling nella direzione della Simulazione come funzionale alla Prestazionalità, originando una connotazione di Imprenditività per i Progettisti (Professionisti) che, condotta alle sue conseguenze radicali, sarebbe ovviamente dirompente.
In altre parole, allorché il Contenuto del Progetto, a partire dal Livello Preliminare proprio della Progettazione di Fattibilità Tecnico Economica, si riallaccia direttamente alle Operations & Maintenance, la Condivisione delle Scelte Progettuali, quindi dell'Autorialità della Concezione, si estende a Saperi per definizione Non Progettuali, dal Committente al Gestore.
Ovviamente le categorie della Collaborazione e della Condivisione, ancor prima, per i BIM Manager e per i BIM Co-ordinator, si giocano nelle Relazioni tra Organismi di Progettazione, nella Gestione tra Ambienti di Calcolo e Ambienti di Modellazione.
Al contrario, vi è da osservare come la stessa letteratura nordamericana che poneva in dubbio la conservazione del Primato dell'Autorialità per gli Architetti, ne sottolineava la possibilità di divenire, col File-To-Factory, Digital Master Builder, veri e propri Artefici, in luogo dei Costruttori.

Naturalmente, anche in questa circostanza i ruoli di BIM Manager e di BIM Co-ordinator andrebbero chiariti.
Al contempo, per quanto, appunto, sconvolgente, questo filo logico resta interamente all'interno dei Saperi Convenzionali della Progettazione (dell'Architetto e dei suoi Consulenti Tecnici, per esprimerci con questo linguaggio), ma, palesemente, si sta facendo strada prepotentemente una altra tematica, che riguarda le Competenze di Data Science (specialmente di Data Analytics e di Data Automation) che si potrebbero in futuro attribuire ai BIM Manager e ai BIM Co-ordinator nella Evoluzione dei Mestieri e delle Professionalità, per cui l'Integratore di Sistema si staglia come un Player non banale.
Il BIM Manager e il BIM Co-ordinator, nell'alveo dell'ambito convenzionale, in tutte le Fasi Temporali, agiscono sui Flussi di Scambio Informativo prevalentemente attraverso gli Applicativi e i Modelli in quanto tali, alfine di sostituire gradualmente le Prassi Dirette svolte in altra maniera, più consueta.

Epperò, nell'economia del ragionamento presente, i Modelli Informativi divengono Contenitori di Dati Computazionali, Numerici, che possono essere analizzati ed elaborati per comprendere e per valutare non solo la Qualità dei Prodotti (della Committenza, della Progettazione, della Realizzazione, della Gestione) ma anche quella delle Relazioni, in termini di Business Intelligence.

L'utilizzo del Metodo e degli Strumenti che si rapportano alla Gestione Informativa si riferiscono palesemente all'Ottimizzazione delle Prassi Digitalizzate, ma ciò poco significa nei termini della vera e propria Cultura Digitale, poiché, in prima istanza, ciò riguarda la Coerenza e la Conformità.
Se pensiamo, ad esempio, alla Progettazione uno degli esiti più attesi inerisce alla Consistency tra i diversi Contenuti Informativi, non ancora, peraltro, affrancati dai Documenti.
Se poniamo mente alla Compliance, i Modelli Informativi sono legati alla Verifica di Conformità Semi Automatica finalizzata alla Gestione dei Titoli Abilitativi dell'Edilizia Privata.
Da questo punto di vista dovremmo allora dire che BIM Manager e BIM Co-ordinator possano, ad esempio, agire all'interno delle Amministrazione Pubblica sia nella sfera dei Lavori Pubblici sia nel campo della Edilizia Privata.
Epperò, la Digitalizzazione attiene probabilmente soprattutto ad altro, vale a dire, allo Sfruttamento dei Dati e delle Informazioni per Gestire Decisionali Processi Semi Autonomi o, almeno, appunto, per fare Business Intelligence.
Se si ritorna alla Progettazione, al di là del fatto che il Building Information Modeling forse ha una minore influenza sulla Morfogenesi di quanto non avvenga per il Computational Design (ma Modularization e Panelization non sono antitetiche), la Gestione Computazionale dei Rischi si baserà sempre maggiormente sulla Intelligenza Numerica dei Fenomeni.
Si assiste, nei fatti, a una disarticolazione dei Profili Professionali del BIM Manager e del BIM Co-ordinator che, da «semplici» Tecnici della Modellazione passano a essere Amministratori del Flusso, Gestori della Scelta, Integratori del Sistema.
Il punto di non ritorno è dato dalla Sensorizzazione, poiché, in precedenza, l'Oggetto dell'Intervento poteva essere sempre distinto dal Cespite Fisico: la Modellazione Informativa restituiva un Brief, un Progetto, un'Opera, un Servizio di Facility Management, senza instaurare un Rapporto Diretto con esso o con i suoi Occupanti.
Nel momento, in cui il Cespite Cognitivo e la Smart City instaurano un simile Rapporto, tutte le Fasi Processuali Digitalizzate mutano natura, i Dati non provengono più solo dai Gestori del Modello Informativo: anzi, in prevalenza, giungono a esso dal Bene Fisico o dai suoi Utenti.
Nelle Fasi del Rilievo, della Realizzazione e della Gestione i Flussi Informativi scorrono addirittura in Tempo Reale.
Nel corso iniziale del Rilievo, a meno che il Cespite non appartenga già a una Anagrafe Digitalizzata attraverso la Gestione Informativa, l'Acquisizione dei Dati sarà parziale, limitata al Visibile, richiedendo Interpretazione e Integrazione.
Ciò nondimeno, riferendosi a una nozione allargata di Autorialità, una parte di essa sarà «automatica».
Analogamente, con maggiore forza, ciò si potrebbe ripetere per la Realizzazione e per la Gestione, per le quali, ad esempio, i Valori delle Proprietà (Alfa) Numeriche varieranno periodicamente o, persino, in Tempo Reale, alimentando e modificando il Modello Informativo.
Certo, nella Fase di Progettazione l'Intenzionalità degli Autori, anche in qualità di Script-Maker, permarrà precipua, ma molti guardano alla Semi Automazione di Routine Progettuali.
Chi saranno, perciò, i BIM Manager e i BIM Co-ordinator, ove contano Applicativi che connettono Applicativi, Applicativi che valutano Applicativi, Applicativi che non solo Interoperano ma anche che Interconnettono o, infine, che controllano Applicativi dorati di Autonomia Decisionale?
Come si può constatare, la definizione precisa delle caratteristiche dei Profili Professionali del BIM Manager e del BIM Co-ordinator potrebbe non risultare decisiva, perché essa può  permettere di qualificare e di certificare i Profili Professionali, ma non necessariamente ci illuminerà sul loro significato, in termini di Integra(u)tori, vale a dire in relazione al fatto che il Coordinamento dei Modelli Informativi Disciplinari non sia solo una Attività Ancillare di Supporto, ma vada a incidere profondamente sull'Autorialità del Modello Informativo Federato e, nel caso della Concezione, del Progetto medesimo.

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