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Come scegliere una piattaforma di progettazione BIM
24/11/2016
Massimo Stefani

In questo momento di transizione tra la modalità di progettazione tradizionale e quella BIM oriented, molti progettisti si stanno chiedendo se il software che hanno usato fino ad ora sia BIM oppure no.

Sicuramente una spinta a questa esigenza di capire è stata data dalla recente pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 19 aprile u.s. del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recante il nuovo Codice degli Appalti .
Un altro stimolo a passare al BIM viene dato dall’imminente pubblicazione della norma UNI dedicata alla “gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”, che sarà molto probabilmente la norma di riferimento per i principali bandi pubblici dei prossimi anni.

A fronte di ciò e di cosa significhi per il mondo della progettazione, l’esigenza da parte dei progettisti di capire se siano già in possesso di strumenti BIM risulta essere un dubbio non secondario.

Ricordiamo quanto detto anche in occasione di precedenti appuntamenti: il BIM è innanzitutto un processo, una metodologia di lavoro che porta cambiamenti a ciò che è sempre stato fatto secondo la procedura tradizionale.
Non si tratta semplicemente di utilizzare o meno un software BIM, ma di utilizzarlo in un contesto progettuale e comunicativo articolato e ben definito, con regole di comunicazione, tracciamento delle informazioni e modalità di consegna degli avanzamenti lavori attraverso modelli BIM.

Come abbiamo ripetuto anche in occasione di incontri e convegni, non è sufficiente utilizzare un software di progettazione BIM, per poter definire “BIM” la propria progettazione.
Consolidato quanto detto fino ad ora, rimane il comprensibile dubbio del progettista che vuole capire se stia utilizzando una piattaforma software di progettazione in grado di rispondere a quanto richiesto dai più recenti bandi di progettazione BIM.

Per evitare di stilare un elenco di funzionalità fine a se stesso, ci concentreremo sui seguenti parametri tipici di piattaforme di BIM authoring:
- Utilizzo di oggetti BIM
- Parametricità
- Interoperabilità e certificazione IFC

Utilizzo di oggetti BIM
Una prima fondamentale caratteristica che distingue un software di BIM authoring da un modellatore tridimensionale è la presenza di comandi in grado di generare degli elementi BIM.
Con oggetti BIM intendiamo pareti, pilastri, solai, porte o finestre (pensando alle funzioni tipiche di un BIM authoring architettonico).
In sostanza non è sufficiente che siano presenti funzioni che generano solidi quali parallelepipedi, sfere, cilindri o coni.

Nell’immagine possiamo vedere tre palette di funzioni affiancate: a sinistra e al centro si tratta di software di modellazione 3D, mentre la palette di destra è di un software di BIM authoring architettonico .

 

Come si può notare, un ambiente di funzioni come quello della palette di destra è molto più consono ad una progettazione architettonica, a differenza dei primi due esempi (tipici di una attività progettuale basata sulla modellazione tridimensionale pura).

A ben pensarci, a livello di logica compositiva, perché un progettista architettonico dovrebbe realizzare il suo progetto attraverso la aggregazione di forme geometriche tridimensionali?
Come si può pensare di avere una progettazione architettonica dettagliata attraverso la modellazione di volumi semplici? Possiamo ammettere che questo sia ancora accettabile ad un LOD 100 , dove l’approccio volumetrico è predominante, ma quando il progetto evolve, e di conseguenza dobbiamo cominciare a dettagliare spessori degli elementi murari e scansioni orizzontali dei volumi, continuare il lavoro utilizzando dei semplici solidi risulta essere una perdita di tempo oltre che di denaro.

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