INGENIO » INGENIO n.42 » Modelli di compatibilità dell’impiantistica antincendio nel restauro architettonico
Modelli di compatibilità dell’impiantistica antincendio nel restauro architettonico
23/04/2016
Camilla Sansone

L’edilizia storica tra autenticità e innovazione

Criteri e modelli progettuali
La configurazione dei sistemi impiantistici, che allo stato attuale della progettazione e della riqualificazione architettonica costituiscono uno dei nuclei fondamentali dell’organismo edilizio, non può prescindere da un insieme di analisi e valutazioni aprofondite che tengano in considerazione sia i fattori fondamentali della compatibilità con le strutture e le forme sia l’equilibrio con i sistemi costruttivi pregressi. In questo momento storico il progetto architettonico si configura come sintesi delle esperienze e delle culture, espressione massima di competenze confluenti in una realizzazione omogenea. L’edificio del passato, concepito come organismo progettuale complesso, anche se considerava nulla o marginale l’esistenza del sistema impiantistico, costituiva un unicum progettuale in cui il singolo contributo di ciascuna competenza tecnologica era indispensabile per la riuscita finale del prodotto. Oggi, invece, si è passati dall’edificio “murario” a quella macchina per abitare in cui il progetto del sistema impiantistico tende a conquistare la maggior parte del valore intrinseco dell’opera. Questo passaggio, svoltosi repentinamente negli ultimi deceni del secondo millennio ha visto i progettisti d’impianti agire indiscriminatamente, sottraendosi spesso al confronto con il team progettuale, il che ha determinato forti antitesi tra la progettazione dei sistemi impiantistici e la compagine costruttiva e tecnologica, rimettendo in discussione schemi e modelli del progetto architettonico. Ancor più complesso e articolato è l’ottenimento di questo equilibrio allorquando l’oggetto dell’intervento è un edificio storico e di pregio artistico, dove il fine della conservazione dei caratteri originali della fabbrica deve fungere da linea guida nel processo di recupero funzionale e di integrazione sostenibile della compagine impiantistica, che deve essere sviluppata prescindendo da essenziali scelte di carattere pratico ed adeguare i propri modelli ad un sistema versatile che si integri in maniera equilibrata nel contesto. I progettisti del restauro e degli impianti dovrebbero quindi interagire attivamente nell’elaborazione delle scelte progettuali, dalla selezione dei sistemi alla scelta delle componenti, dall'individuazione dei percorsi delle reti alla definizione delle qualità tecniche e formali delle installazioni, facendo prevalere, innanzitutto, le esigenze della fabbrica e orientando ogni scelta in favore del massimo rispetto dell'edificio. L’obiettivo fondamentale è di realizzare quell’unità progettuale che è la forza della tradizione costruttiva storica senza tralasciare il rispetto dell’apparato normativo, spesso rigoroso e stringente ed il fattore economico derivante dale regole del mercato e dell’innovazione tecnologica.

Il cantiere come strumento progettuale
L'analisi diretta degli edifici, di pregio risalenti ad epoche remote determina di frequente difficolta oggettive per l’individuazione della documentazine relativa agli impianti tecnologici, soprattutto laddove non vi sia una storia pregressa di adeguamenti; tale esigenza determina l’opportunità progettuale di definire sempre un ventaglio ampio di proposte diverse relative al posizionamento dei tracciati delle canalizzazioni e degli elementi funzionali, in modo da consentire la presenza di un’alternativa valida e ponderata nel caso di contrattempi durante l’esecuzone dell’opera. Solo a seguito dell’avvio delle opere di cantiere è possibile verificare e ridefinire mediante l’osservazione diretta e il rilievo tecnologico dettagliato, soprattutto con riferimento a quelle parti non indagabili che l’apertura del cantiere rende ispezionabili, la validità o meno delle ipotesi progettuali che, per quanto approfondite presentano di rado un livello soddisfacente di rispondenza alle esigenze attuative effettive. Se nel restauro la fase progettuale può considerarsi conclusa solo con il completamento delle opere realizzate nel cantiere, l’apertura del cantiere stesso trova di fatto coincidenza con l'avvio della progettazione effettiva, che si fonda su procedure d'indagine, rilievi eispezioni che richiedono azioni dirette sul corpo del manufatto. Fondamentale in tal senso il ruolo del direttore dei lavori, cui pertiene un impegno di costante verifica, precisazione e ritocco delle scelte di progetto. In materia specifica d'impianti il responsabile del cantiere è chiamato ad operare una particolare attenzione nelle fasi di formazione dei corpi periferici delle installazioni. Le informazioni sulla conformazione fisica della fabbrica raccolte col procedere dei lavori, infatti, sempre che la progettazione sia stata ben impostata e condotta, non dovrebbero influire sulle scelte generali definite negli elaborati impiantistici; gli eventuali aggiustamenti riguarderanno soprattutto il percorso dei tratti terminali delle tubazioni e canalizzazioni e la posizione delle derivazioni, prese, pulsantiere bocchetteecc., al fine di perseguire il miglior adattamento possibile alle puntuali condizioni materiali offerte dalle membrature e finiture dell'edificio.

I SISTEMI PER LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI E LA PROTEZIONE DAL FUOCO
L'impianto di rilevazione fumi e gas ha lo scopo di monitorare la struttura al fine di segnalare repentinamente il principio di incendio, la presenza di gas o di un focolaio di combustione nella sua fase iniziale così da rendere tempestivo l'intervento di spegnimento aumentandone al massimo l'efficacia per limitarne gli eventuali danni, il tutto per garantire un'adeguata salvaguardia delle persone e degli oggetti presenti nell'ambiente. L'impianto è solitamente costituito da una centrale a microprocessore a cui sono collegati i rilevatori. Tali rilevatori sono costituiti da un trasmettitore e da un ricevitore con circuito di protezione contro la polvere e possono essere del tipo a rilevazione ottica di fumo mediante infrarossi e a rilevazione termovelocimetrica. All'interno degli ambienti sono presenti, in genere, almeno due rilevatori, ognuno dei quali è collegato su un loop diverso. In questo modo si evita da un lato la probabilità di falsi allarmi e dall'altro si ha la possibilità di avere comunque l'allarme in una sala, in caso di mancato funzionamento di uno dei due rilevatori. Alla centrale sono collegati anche i pulsanti d'allarme, situati in prossimità delle porte d'uscita, attivabili in caso d'emergenza. In diversi punti sono installati dei pannelli ottici acustici dotati di lampade e buzzer piezoelettrico. Tali panelli sono collegati al rilevatore più vicino per il segnale di attivazione, mentre l'alimentazione viene direttamente dalla centrale rilevazione incendio. L'impianto antincendio può essere collegato sia a un commutatore telefonico che, in caso di allarme incendio, avvisi le autorità competenti sia con messaggi preregistrati, sia essere interfacciato all'impianto TV a circuito chiuso che, in caso di allarme, attiva all'istante la telecamera di zona e il videoregistratore per archiviare le immagini. Nel caso di edifici storici il cui riuso funzionale includa la conservazione di beni di pregio esso può essere collegato ad altri impianti speciali. Lo scopo di un efficace impianto di spegnimento è semplice: spegnere l'incendio sul nascere, senza provocare i danni arrecati dalla distruzione del valore protetto e all'ambiente.

Risulta, quindi, fondamentale, scegliere l'agente estinguente adatto alla specifica applicazione e alla situazione di rischio onde evitare danni collaterali superiori a quelli determinati dall’evento stesso: si pensi ad esempio ai danni determinati da un impianto di spegnimento ad acqua in una pinacoteca o una biblioteca a seguito di un evento irrilevante o di un falso allarme. Le soluzioni di estinguenti maggiormente in uso sono:

sistemi ad acqua: l'impianto (idrante o a pioggia sprinkler o diluvio) evita la propagazione ed estingue un focolaio oltre a raffreddare la superficie per evitare ritorni di fiamme avvalendosi di gocce d'acqua.

sistemi a gas: i gas, utilizzati in questi tipi di impianti (gas inerti, chimici e anidride carbonica), sono agenti estinguenti privi di impatto ambientale. L'azione principale di questi estinguenti si basa sull'abbassamento del contenuto di ossigeno presente nell'ambiente fino ad un certo valore, oltre il quale il processo di combustione non può avvenire, ma tale da non costituire pericolo per eventuali persone presenti. Durante lo scarico del gas non si registra nessun abbassamento di temperatura, non si ha nessun pericolo per le attrezzature presenti nell'ambiente e non si ha nessuna riduzione della visibilità. Tale impianto è nato per ambienti quali musei, biblioteche, chiese e tutti quelli in cui sono presenti oggetti di valore storico artistico ed economico.

sistemi a schiuma: l'impianto a schiuma evita la propagazione ed estingue un focolaio avvalendosi di schiuma a bassa, media o alta espansione e trovano la loro ideale applicazione in tutti quei casi in cui si debbano proteggere aree produttive.
 
CONTINUA LA LETTURA >> SCARICA L'ARTICOLO INTEGRALE
 ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO il progetto del sistema antincendio water mist.

 

Articolo letto: 2894 volte
Eventi in Primo Piano
Dagli Ordini
Tecnopiemonte
Seguici su Facebook
Seguici su Twitter
Scarica L'APP di Ingenio